Milano, 10 settembre 2021 - La Procura di Milano sta raccogliendo elementi utili e sta valutando anche l'ipotesi di associazione per delinquere nelle indagini sul gruppo di No Vax, che si autodefinivano 'guerrieri', perquisiti ieri in un blitz della Digos col coordinamento del capo del pool dell'antiterrorismo milanese Alberto Nobili e del pm Piero Basilone. Si sta lavorando, infatti, per capire se esiste una "rete" anche più ampia rispetto agli 8 già indagati per istigazione per delinquere aggravata. 

No vax, ecco chi sono i 'guerrieri' della galassia complottista

Lamorgese: "I toni salgono, rischio estremismi"

Dopo i fatti di cronaca di giovedì che hanno visto un gruppo di no vax - 'I guerrieri' -  indagati per istigazione a delinquere aggravata con chat choc su Telegram in cui parlavano di far saltare i camion delle tv e occupare i palzzi del potere a Roma, anche il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ha espresso preoccupazione "perché i toni salgono sempre di più e c'è il rischio che ci siano estremismi che vanno a incidere sulle manifestazioni". "Da inizio pandemia abbiamo svolto 50 milioni di controlli - ha sottolineato il ministro -, ci sono state manifestazioni con infiltrazioni della criminalità. In questo momento abbiamo avuto manifestazioni che ci davano preoccupazione, come il blocco delle stazioni, dove ci ci siamo impegnati particolarmente ed è andato tutto bene".

Speranza: "Serve il pugno duro"

Chiede il pugno duro il ministro della Salute Roberto Speranza: "Abbiamo la necessita' assoluta che ci sia una presa di coscienza individuale da parte di tutti. E' vero che ci sono alcuni no vax anche facinorosi, e quando si arriva alla violenza per me non puo' esserci tolleranza. Ma ci sono alcune persone rispetto alle quali dobbiamo usare attenzione, dialogo e ascolto". "Non voglio immaginare che ci siano milioni di no vax", ha aggiunto. "Ci sono molte persone che hanno dubbi, paure, dobbiamo usare gli strumenti dell'evidenza e della persuasione. L'evidenza scientifica che riceviamo ogni giorno da ogni angolo del mondo ci da' un'arma potentissima, i vaccini sono molto efficaci". 

Polizia postale: "Rischio attacchi di 'cani sciolti'"

"Il rischio che soggetti disorganizzati compiano azioni violente o inducano altri a compierle è concreto. Sono 'cani sciolti' che conoscono bene la rete e sono sconosciuti alle banche dati. Da qui la scelta di intervenire ieri contro i membri del gruppo Telegram che si chiamavano 'I guerrieri'. La prevenzione è fondamentale: si interviene quando ci sono segnali che concorrono a dare un senso che qualcosa si sta radicalizzando. La nostra attività di monitoraggio sta proseguendo, l'allerta c'è e i segnali sono più di uno". E' quanto ha detto all'Adnkronos Ivano Gabrielli, vicedirettore del servizio di Polizia Postale e direttore del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, commentando il rischio di azioni violente durante le manifestazioni contro il Green Pass dopo le perquisizioni di ieri. I numeri sono importanti. Sono migliaia le persone che aderiscono a questi gruppi social. Da queste chat di dissenso si può via via accedere a gruppi più ristretti e radicali. Ci sono avanguardie pronte a compiere azioni pericolose. Parliamo di decine di persone, ma è tutto molto fluido: è difficile quantificare quanti siano. La virtualizzazione delle identità non permette sempre di avere la reale contezza del bacino di persone. Per il momento non abbiamo la percezione di una possibile eterodirezione, di un controllo extraitaliano, di questi gruppi, ma per il futuro non lo si può escludere. Questi soggetti per ora operano in autarchia". "Chiudere canali del genere su Telegram non è sempre facile: serve la notifica con un decreto giudiziario da parte dell'Autorità Giudiziaria, ma poi è la società che deve attuare il provvedimento.

Messaggi delle chat Telegram dei gruppi no vaxNelle chat "odio e livore"

Le conversazioni dei No Vax coinvolti nell'operazione della Polizia di Stato che ha portato all'individuazione di una frangia violenta che operava su Telegram, hanno fatto emergere uno scenario di "odio e livore inimmaginabile" verso i politici e soprattutto i giornalisti, che avrebbero dovuto essere, nelle intenzioni dei 'guerrierì (così si definivano gli attivisti), i primi da aggredire. "I giornalisti, i media saranno i primi ad andarsene. Se in lontananza, nascosti, vedete i furgoni delle tv private o pubbliche, dategli fuoco... una molotov. O con loro dentro o vuoto il furgone dovete dargli fuoco", affermavano in chat gli otto No Vax invitando tutti a usare delle molotov che non risulta possedessero. Secondo quanto riferito in questura a Milano "per la stampa, ritenuta asservita al regime, avevano un vero e proprio odio viscerale". In un'altra conversazione online parlavano di far saltare il Parlamento con del tritolo, avvalendosi di un drone. Non si tratterebbe però di un progetto ma di farneticazioni, definite dagli inquirenti "puro odio delirante". "Radere al suolo il Parlamento con tutti loro dentro - si legge - basta un piccolo drone pilotato a distanza da uno dei tetti di Roma... un 500 grammi di tritolo e lo lasci cadere durante la seduta... e non rimarrebbero tracce".

Le armi regolarmente detenute e sequestrate ad uno degli indagatiE ancora, sulla ricerca spasmodica di armi: "I lacrimogeni vedo di procurarmeli io - scriveva un indagato - in un'armeria ho visto che sono di libera vendita. La pistola che spara il peperoncino si chiama Whalter PEP. È più precisa e meno dispersiva della bomboletta di spray classico. Ha una gittata fino a sei metri. Se anche i poliziotti hanno i caschi, basta un piccolo spruzzo che passa sotto la visiera e sono fottuti. Accecati per almeno mezzora". In una delle conversazioni degli otto No Vax veniva scambiato anche l'indirizzo dell'abitazione del Presidente del Consiglio, Mario Draghi.  Dopo il blitz della Digos e della Polizia postale in Rete sono apparsi messaggi con istruzioni per eludere i monitoraggi. Intanto però gli otto estremisti individuati ormai sono stati scoperti, e dovranno rispondere di istigazione a delinquere. Dai loro pc e smartphone sequestrati potrebbero emergere altri nomi e altri reati. (