Un'operatrice sanitaria
Un'operatrice sanitaria

Milano, 21 maggio 2020 - A tre mesi di distanza dalla scoperta a Codogno del paziente 1, sono 316 i nuovi positivi al coronavirus in Lombardia, a fronte di 14.702 tamponi effettuati (622.565). La percentuale odierna di positivi su tamponi giornalieri si attesta al 2,1%, in calo rispetto a ieri. Si tratta del dato più basso dall'1 aprile. Nel complesso i contagiati da inizio emergenza Covid-19 nella regione sono 86.091 mentre gli attualmente positivi sono 26.715, in aumento di 44 rispetto a mercoledì. Continua l'alleggerimento della pressione sulle terapie intensive: - 5 persone ricoverate (226 in totale). In calo anche i ricoverati non in terapia intensiva: -162 nelle ultime 24 ore, 4.119 nel complesso. Resta stabile il numero dei decessi, oggi 65, 15.727 da inizio emergenza. I guariti/dimessi sono 207: 43.649 in totale. "Oggi è il 21 maggio, sono novanta giorni da quando lo tsunami è arrivato sulla Lombardia - ha detto l'assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato -. I dati sono buoni, un segnale che stiamo andando verso l'uscita dal tunnel che tutti aspettiamo". 

Riepilogo dei dati del 21 maggio

I dati delle province

Nella provincia di Milano i casi risultati positivi al coronavirus sono 22.455, +83 rispetto a ieri (+48 il giorno prima). Di questi, 9.490 nel capoluogo lombardo, 38 più di ieri (+8 il giorno prima).  Oltre a quella di Milano, le province con più' casi sono Brescia (14326 casi, +77 rispetto a ieri dai +50 del giorno prima), Bergamo (12.681 casi, +48 rispetto a ieri da +26 del giorno prima) e Cremona (6.365 casi, +15 da ieri, +15 il giorno precedente). Restano a due cifre gli aumenti a Pavia (con +23 casi e 5.105 casi), Como (+18 casi, 3.678 in totale), Varese (+10, per 3.423 casi complessivi e Sondrio, con un aumento di 21 casi e un totale di 1.404 contagi. Rialzi a una cifra per le altre province lombarde: a Lecco + 9 (2.700), a Lodi +7 (3.387), a Mantova +8 (3.308), a Monza e Brianza +8 (5.396).

I dati delle province di giovedì 21 maggio

Movida, Fontana: chi sottovaluta le regole chiuderà

La movida al tempo della fase 2. E' uno dei temi caldi dell'emergenza covid. Il sindaco di Milano Beppe Sala e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana entrano nel merito dei conportamenti più o meno virtuosi di cittadini ed esercenti per lanciare un appello al rispetto delle regole, che è anche un monito. "Ringrazio la stragrande maggioranza dei cittadini che continua a seguire le regole - scrive Fontana su Facebook -. Ai quattro 'stupidotti' che non stanno alle norme vigenti dico solo che vanificare gli sforzi compiuti fin qui è follia. Ho quindi chiesto, a questore e sindaco, di intensificare i controlli: chi rispetta le regole continui a lavorare. Chi ad oggi ancora sottovaluta la situazione e le regole chiuderà, a Milano come in Lombardia".

Movida e sicurezza: "Proprietari ci aiutino"

De Corato, nel consueto appuntamento per fare il punto sulla diffusione del Coronavirus sul territorio, ha affrontato anche la polemica sulla movida che ha acceso il dibattito in queste ore. L'assessore lombardo ha osservato che non si può "delegare troppo" ai proprietari dei locali, "i quali non possono mettere persone a spingerne altre fuori dai tavolini" dei luoghi di ristoro, piuttosto "ci vuole un pubblico ufficiale, un uomo in divisa che lo faccia", anche in "orari straordinari, in notturno e serale, per evitare che si facciano passi indietro", rispetto al contenimento del contagio. De Corato ha aggiunto: "Ho richiamato i sindaci della Lombardia e i comandanti delle polizie municipali ad attivare il più possibile gli 8.200 agenti della polizia locale che operano in Lombardia per evitare assembramenti, insieme alla polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza". L'assessore ha aggiunto che Regione Lombardia ha messo a disposizione dei Comuni "ulteriori 464.000 euro per i controlli anti-assembramento" e ha aggiunto che la sua indicazione è quella che "le forze dell'ordine insieme alle polizie locali costituiscano dei gruppi per intervenire nei casi di assembramento".

Ospedale in fiera: la procura apre fascicolo

Non c'è pace per l'ospedale anti-Covid realizzato nei padiglioni della Fiera del Portello, prima le polemiche sull'esiguo numero di pazienti accolti, poi quella sull'ipotetica chiusura, smentita stamattina anche da Guido Bertolaso, consulente per la Lombardia nella realizzazione dell'opera ("Il presidente Fontana mi ha detto 'non lo chiuderemo mai"'). Infine la richiesta di alcuni donatori di rendere trasparente l'impiego dei 21 milioni raccolti. E ora, a seguito di un esposto dell'Adl Cobas Lombardia, la Procura di Milano, come atto dovuto, ha aperto un fascicolo conoscitivo. Al momento senza ipotesi di reato né indagati.  Secondo quanto si apprende, si tratta di un atto dovuto, che porterà ad esplorare se ci sono titoli di reato su cui indagare. L'ipotesi denunciata dal sindacato di base, infatti, è che i 21 milioni di donazioni raccolte sarebbero stati spesi in modo illegittimo per costruire una struttura poi non utilizzata (ha ospitato al massimo una ventina di pazienti)

Indagini anche su centro riabilitazione Maugeri

Il pool della Procura di Milano, che ha aperto già più di venti fascicoli per epidemia e omicidio colposi sulla gestione di ospiti e pazienti nelle Rsa,  sta indagando anche su quanto avvenuto nelle fasi più drammatiche dell'emergenza coronavirus all'istituto Maugeri del capoluogo lombardo, un ospedale che si occupa di medicina riabilitativa e non, dunque, una residenza per anziani. Gli inquirenti hanno dato delega agli investigatori per effettuare una serie di acquisizioni e accertamenti anche sul centro di riabilitazione milanese, che fa parte del gruppo Maugeri di Pavia. Inquirenti e investigatori dovranno accertare se ci siano state o meno carenze nella gestione dei malati, carenze che avrebbero favorito il contagio da Covid nella  struttura

Ripartono i tatuatori

In una 'faq' pubblicata sul sito della Regione Lombardia si consente la ripresa delle attività ai centri per tatuaggi e piercing. "In ragione dell'analogia tra tali attività e i centri estetici, i centri tatuaggi devono osservare scrupolosamente le linee guida riferite agli estetisti, previste dall'Ordinanza n. 547 del 17 maggio 2020".