Burioni boccia (quasi) tutti all’esame di Medicina: “Uno studente su due non sa nemmeno diagnosticare l’influenza”

Università San Raffaele, il virologo risponde alle polemiche dopo la bocciatura di massa al pre-test di Microbiologia: “È solo il primo appello, molti lo supereranno al secondo giro”

Roberto Burioni

ROBERTO BURIONI PROFESSORE

Milano – Una strage, si dice in gergo studentesco: solo 10 promossi su 408 studenti che ci hanno provato. Succede all’università Vita e Salute San Raffaele di Milano (retta da circa 18mila euro all’anno), dove al pre-test per l’esame di Microbiologia solo uno studente su 40 è risultato idoneo. Il caso è esploso sui social in seguito alla denuncia su TikTok di una studentessa (bocciata) e ha fatto particolarmente rumore per il nome dell’inflessibile professore: Roberto Burioni, uno dei più noti virologi del Paese, presente nelle case degli italiani praticamente ogni giorno durante il periodo Covid.

Non sono ammessi errori

Il test in questione è composto da 8 domande a risposta multipla a cui rispondere in 15 minuti. E non sono ammessi errori. Per superarlo, e quindi essere ammessi all’esame vero e proprio, bisogna azzeccare tutte le risposte. Una severità ritenuta eccessiva dalla studentessa che ha denunciato la falcidia sui social. “Non credo - dice - che sia normale che un esame lo possano passare così poche persone. Vi assicuro che non hanno passato l’esame persone che sono stra-studiose e stra-dedicate, che prendono sempre 30 o 30 e lode, che passano tutti gli esami: quindi non credo che non abbiamo studiato”.

Prepararsi meglio

Da parte sua Burioni non trova niente di strano negli esiti (disastrosi) di questo pre-test e, anzi, li ritiene uno sprone per gli studenti a prepararsi meglio e affrontare la prova con più slancio al prossimo tentativo: “È un esame come ne faccio da 20 anni al San Raffaele – ha spiegato il professore al Giorno  È il primo appello, momento in cui spesso gli studenti, anche quelli molto studiosi, devono prendere “le misure” alla materia. Nella mia esperienza tutti correggono il loro modo di studiare e superano l’esame brillantemente in un appello successivo”. Gli studenti hanno infatti tempo per provare ad accedere all’esame fino a febbraio del 2025.

La diagnosi dell’influenza

Del resto, ha sottolineato lo stesso professore in una mail inviata agli studenti per illustrare i risultati dell’esame, le lacune messe in mostra dagli aspiranti medici a questo giro non erano poca cosa: “Faccio notare - dice Burioni - che il 17% dei partecipanti a questo appello ignorava l’agente eziologico della scarlattina e che il 44% non ha saputo indicare come fare una diagnosi di influenza”. Davvero troppo per una preselezione che aveva proprio l’obiettivo di verificare la conoscenza da parte degli studenti di alcuni concetti base della disciplina, tra i quali appunto le cause di una malattia, i modi di trasmissione della stessa e anche quali antibiotici eventualmente prescrivere ai malati.

I risultati della prova

Sorpreso dalle polemiche, non solo social – del caso sono stati informati il rettore Enrico Gherlone e la preside della facoltà di Medicina Flavia Valtorta – Burioni ha poi reso noti i risultati integrali della prova: a fronte dei 10 promossi, in 50 hanno risposto correttamente a 7 domande, 67 a 6 domande, 54 a 5 domande, 72 a 4 domande, 59 a 3 domande, 50 a 2 domande; 37 hanno risposto correttamente a una sola domanda; 9 infine hanno risposto in maniera errata a tutte le domande.

“Voglio un avvocato”

Non è dato sapere a quale categoria appartenga la studentessa che ha fatto esplodere il caso: di certo è che i numeri forniti dal professore e le rassicurazioni sul prossimo appello non hanno placato la sua rabbia. In un secondo video, pubblicato sempre su TikTok, la ragazza chiede se la procedura di questo pre-test rispetti il codice etico dell’università e addirittura se ci sia qualcuno che possa fornirgli il numero di avvocato a cui rivolgersi. In attesa che lo trovi, il consiglio di Burioni è lo stesso di tutti i professori, dalle medie all’università: “Studiare di più”.