Curva epidemica dei casi di COVID-19 diagnosticati in Italia negli ultimi 30 giorni
Curva epidemica dei casi di COVID-19 diagnosticati in Italia negli ultimi 30 giorni

Milano, 11 dicembre 2020 - L'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, attesa in giornata, sancirà ufficialmente il passaggio della Lombardia in zona gialla. La promozione scatterà domenica 13 dicembre e porterà un allentamento delle misure in tutta la regione. Oggi secondo i dati del Ministero della salute a livello nazionale sono 18.727 i positivi nelle ultime 24 ore. Sempre alto il numero delle vittime: sono 761 nelle ultime 24 ore. In Lombardia i casi accertati sono quasi 3mila, precisamente 2.938 (255 dei quali "debolmente positivi"). Un balzo in avanti di quasi mille unità rispetto a ieri ma che va comunque valutato alla luce dei tamponi processati: oggi sono 32.871, giovedì erano 24.229 (per 2.093 contagi giornalieri). Il rapporto casi-test molecolari oggi si attesta all'8,9%, in aumento dello 0,3% in un giorno. I decessi delle ultime 24 ore in Lombardia sono 132 (23.518 da inizio pandemia), contro i 172 del giorno precedente. Ancora in allentamento la pressione sugli ospedali: calo di 15 unità nelle terapie intensive (dove sono 733 i posti letto occupati) e di 196 negli altri reparti, nel complesso 5.417 pazienti. Salgono di 2.600 i guariti/dimessi, in totale 327.561 da inizio emergenza (di cui322.414 guariti e 5.147 dimessi).

Bollettino Covid Italia 11 dicembre / Pdf

I tamponi effettuati per il coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore sono 190.416, quasi 20 mila in più in rispetto a ieri, secondo i dati del ministero della Salute. Il tasso di positività è del 9,8%, stabile rispetto a ieri, quando era stato del 9,9%. Sul fronte delle regioni il Veneto continua ad essere la regione con più nuovi contagi (3.883 con 16.300 tamponi), seguita da Lombardia (2.938 con 32.871 tamponi) e Piemonte (1.553 con 18.504). La regione con il minor aumento è la Valle d'Aosta (11). 

Bollettino Covid Regione Lombardia 11 dicembre 

Oggi nel Milanese si sono registrati 844 casi di coronavirus, di cui 299 nel capoluogo. Nelle altre province lombarde, Varese registra 464 positivi, Como 315, Monza e Brianza 239, Mantova 232 e Pavia 171. Poi ci sono Brescia con 163 casi, Bergamo con 130, Lodi con 104, Sondrio con 77, Lecco con 64 e Cremona con 60. 

I dati di venerdì 11 dicembre

Rezza: "Quadro che richiede estrema prudenza"

Gianni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, commentando l'analisi settimanale ministero-Istituto superiore di sanità sull'andamento dell'epidemia di coronavirus in Italia ha sottolineato; "Questa settimana si osserva una leggera diminuzione dell'incidenza di casi di Covid-19 a livello nazionale. Però l'incidenza rimane elevata, attorno a 450 casi per 100mila abitanti, e addirittura in alcune aree del Paese, in controtendenza, si nota un aumento dell'incidenza stessa". Per quanto concerne gli ospedali "rimane al di sopra della soglia critica il tasso di occupazione sia in area medica che in terapia intensiva", ha aggiunto Rezza. Un quadro che richiede "estrema prudenza", ha avvertito quindi il Dg, "nonostante una leggera diminuzione dell'Rt che si fissa a 0,82".

L'indice di contagio Rt è superiore a 1 solo nel Molise, con 1.45. Questo l'elenco degli Rt evidenziato neelle altre regioni dalla cabina di regia istituita dal ministero della Salute e dall'Istituto Superiore di Sanità: Abruzzo, 0.8; Basilicata, 0.65; Calabria, 0.64; Campania, 0.71; Emilia Romagna, 0.81; Friuli Venezia Giulia, 0.97; Lazio, 0.67; Liguria, 0.63; Lombardia, 0.82; Marche, 0.8; Piemonte, 0.64; provincia autonoma di Bolzano, 0.67; provincia autonoma di Trento, 0.91; Puglia, 0.8; Sardegna, 0.7; Sicilia, 0.68; Toscana, 0.76; Umbria, 0.66; Valle d'Aosta, 0.6; e Veneto, 0.91.

Numeri a confronto

La seconda ondata non ha ancora smesso di far sentire i suoi pesanti effetti e già si parla del rischio di una terza fase pandemia. Come sottolineato da Danilo Cereda, responsabile della struttura di malattie infettive, vaccinazioni e prevenzione della Direzione generale Welfare della Regione Lombardia "la prima ondata ha generato circa 100mila casi di Covid, mentre la seconda ondata 300mila casi", una variazione spiegata dalla capacità di fare diagnosi, e quindi di fare tamponi". Evidenziando poi il dato cumulativo dei decessi tra prima e seconda ondata, l'esperto regionale rileva che "nella prima ondata il numero di decessi è stato tra i 15-16 mila, mentre nella seconda ondata attorno ai 4-500", e quindi, in quest'ultimo caso, con "un impatto assolutamente inferiore". 

La temuta terza ondata

"Ci stiamo preparando per la terza probabile ondata di gennaio. Nessuno di noi sa esattamente il quando e l'entità, ma tutti ragionevolmente prevediamo che purtroppo questo avvenga",  ha detto il dirigente della Direzione generale Welfare della Regione Lombardia, Marco Salmoiraghi, sottolineando che "la preparazione della terza ondata troverà il sistema ancora più stanco rispetto alle prime due ondate". Già in questa seconda ondata, ha aggiunto, "soprattutto nelle province che erano state pesantemente colpite dalla prima abbiamo avuto delle difficoltà a coinvolgere operatori e strutture che mostravano evidenti segni della fatica, e questo va attentamente ponderato". Ma quale situazione si verrà a creare a gennaio sul fronte ospedaliero? "Nella stessa nota viene inoltre previsto che nelle prossime tre settimane avremo circa 500 pazienti in terapia intensiva e 5.000 in degenza acuta ospedaliera rispetto agli attuali 700 posti occupati in terapia intensiva e i 7.000 in degenza acuta - ha detto -. La difficoltà nella gestione dell`eventuale terza ondata, rispetto a quella attuale, sarà quella che non troveremo le strutture sanitarie completamente vuote di pazienti Covid come successo nei mesi estivi. Per questo, non stiamo perdendo tempo e stiamo mettendo in campo tutte le risorse necessarie per farci trovare pronti".

Piano di vaccinazione anti-Covid

Si attende la partenza del piano di vaccinazione anti-Covid. "Abbiamo individuato i 65 siti di stoccaggio che ci erano stati chiesti", ha spiegato l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. "Tutte le province tranne Lodi hanno oggi un frigorifero in grado di stoccare a meno 70 gradi e li stiamo acquistando affinché anche Lodi li abbia". Sarà la Pfizer a consegnare direttamente le dosi. Per il territorio bergamasco, il più colpito nella prima fase della pandemia, saranno 127 mila i primi vaccini Covid-19 destinati in via preliminare agli operatori sanitari, agli ospiti delle Rsa e al personale delle strutture sociosanitarie.

Cosa cambia con il passaggio in zona gialla

Con il passaggio in zona gialla, la Lombardia adotterà regole più soft rispetto a quelle che hanno caratterizzato l'ultimo periodo. Nella zona gialla è in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino anche all'interno del proprio comune. Le eccezioni sono rappresentate da motivi di lavoro, necessità e salute e vanno documentate con l'autocertificazione. E' consentito spostarsi in un'altra regione in zona gialla, mentre sono necessarie ragioni specifiche - comprovate da autocertificazione - per raggiungere una regione arancione o rossa. A scuola, si prosegue con la didattica a distanza per le superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori. Didattica in presenza per scuole dell'infanzia, elementari e medie. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori. I bar e i ristoranti saranno aperti fino alle 18. L'asporto è consentito fino alle 22, non ci sono restrizioni per la consegna a domicilio. I centri commerciali sono chiusi nei giorni festivi e prefestivi, ad eccezione delle farmacia, parafarmacie, punti vendita di beni alimentari, tabaccherie ed edicole. Restano chiuse piscine, palestre, teatri e cinema. Riduzione fino al 50% per il trasporto pubblico, ad eccezione del trasporto scolastico. Saracinesche giù per sale giochi, sale scommesse, sale bingo e slot machine. Attività ferme anche nei bar e nelle tabaccherie.

Il rebus degli spostamenti a Natale e Capodanno

Occhi puntati sulla capitale dove si lavora a modifiche delle norme riguardanti gli spostamenti a Natale e Capodanno. Nonostante nel governo ci sia ancora l'ala rigorista, della quale fa parte il ministro della Salute Roberto Speranza, che chiede di non allenatare i vincoli, il presidente del Consiglio sembra stia per cedere al pressing delle regioni: nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno potremo spostarci al di fuori nel nostro Comune. Restano da definire i dettagli soprattutto per evitare che l'allentamento non si trasformi in un 'liberi tutti'. 

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