Pompieri infedeli e corrotti a Monza, un altro vigile del fuoco accusato di truffa ai danni dello Stato

Il nome nuovo è quello di Edoardo Correnti: è quanto emerge dalla conclusione delle indagini preliminari firmata dalla Procura di Monza

Il pompiere Enrico Vergani, accusato di corruzione, e il comando di Monza

Il pompiere Enrico Vergani, accusato di corruzione, e il comando di Monza

Monza, 24 Marzo 2024 - Un altro pompiere imputato e una nuova accusa di truffa ai danni dello Stato nella conclusione delle indagini preliminari firmata dalla Procura di Monza per il vigile del fuoco Enrico Celestino Vergani, 57 anni, di Carate Brianza.

L'addetto agli acquisti per l'ufficio automezzi è imputato di avere abusato del suo ruolo per ottenere mazzette dai fornitori, ma anche regali come buoni benzina e catene da neve per le proprie auto, oltre che intascarsi beni del Comando provinciale di Monza dove prestava servizio.

Edoardo Correnti

Il nome nuovo è quello di Edoardo Correnti, 53 anni, di Giussano, che insieme a Vergani è accusato di avere fatto il "furbetto" del cartellino di presenza in ufficio per le ore di lavoro straordinario. Secondo l'accusa, i due colleghi avrebbero trovato un sistema per timbrare anche uno per l'altro. A Vergani vengono contestati importi per oltre 2300 euro, a Correnti per circa 1600 euro. Per lui nessuna misura cautelare.

Gli imputati hanno ora un termine per presentare memorie difensive o farsi interrogare per evitare la richiesta di rinvio a giudizio. Enrico Celestino Vergani intanto resta ancora in carcere, mentre è stata revocata la misura degli arresti domiciliari alla moglie accusata di riciclaggio.

L’inchiesta

Era il 5 dicembre scorso quando sono scattate le manette per corruzione per Vergani e per l'imprenditore Sergio Fortini, 54 anni, di Manerba del Garda. Agli arresti domiciliari erano andati invece un altro imprenditore di Giussano, Martino Longoni, 54 anni e la moglie del vigile del fuoco, Mariangela Braggiato, 54 anni, indagata per avere speso 30mila euro ben consapevole, secondo gli inquirenti, che erano soldi provento delle attività illecite del coniuge. Gli altri sono accusati invece a vario titolo di induzione indebita a dare o promettere utilità, peculato, corruzione aggravata per un atto contrario ai doveri d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture e truffa, commessi dal 2021 al 2023.

Sergio Fortini è stato poi scarcerato per motivi di salute, mentre Martino Longoni è tornato in libertà dopo l'interrogatorio di garanzia con il gip. Anche il vigile del fuoco si è già sottoposto ad un lungo interrogatorio in Procura e ora, dopo la notifica della conclusione delle indagini preliminari, non è escluso che i suoi difensori presentino una richiesta di scarcerazione per ottenere gli arresti domiciliari.