Rossella Cominotti uccisa col rasoio dal marito: esoterismo e droga nel passato di Alfredo Zenucchi

Cremona, l’edicolante di Bonemerse sarà interrogato dal gip. Tanti i dubbi da chiarire sul piano “omicidio-suicidio” della coppia

Alfredo Zenucchi e Rossella Cominotti

Alfredo Zenucchi e Rossella Cominotti

Cremona – Esoterismo, droga, intenzioni suicidiarie. Ruota attorno a questi tre elementi il giallo sulla morte di Rossella Cominotti, 53enne di Rivarolo Mantovano ma con attività a Bonemerse, come parrucchiera ambulante ed edicolante, uccisa dal marito Alfredo Zenucchi con un colpo di rasoio la sera di mercoledì scorso, vegliata per due notti e un giorno dall’uomo e poi abbandonata nella stanza d’albergo di Mattarana, nello Spezzino, dove la mattina dell’8 è stata trovata morta.

C’è comunque ancora molto a chiarire in questa tragedia. Per esempio la lettera trovata accanto al cadavere che sembrerebbe scritta da lei, firmata da entrambi, in cui si manifestava l’idea di farla finita. La missiva sarà sottoposta a perizia calligrafica e una sua parente, Nicoletta Belletti, vorrebbe vederla perché conosce la calligrafia di Rossella e non è assolutamente convinta delle intenzioni suicide della parente né crede a quanto trapelato dalle parole di Zenucchi, il quale avrebbe riferito che avevano già provato a suicidarsi insieme un mese prima e anche il giorno prima di partire, proprio in quell’edicola acquistata da poco e che gestivano insieme. Nel passato dell’uomo - che ha confessato di non essere riuscito a uccidersi col rasoio ma che avrebbe comunque voluto farla finita - anche problemi di tossicodipendenza, superati con la permanenza in centri di recupero. Tuttavia, nella stanza d’albergo sono state trovate siringhe e tracce di droga. L’altro fronte: la ricerca sul web di pagine legate all’esoterismo.

Una ricostruzione scrupolosa di quanto accaduto la fa il sindaco di Bonemerse, Luca Ferrarini: "Il 28 novembre nel pomeriggio i due sono partiti. Hanno messo un cartello sull’edicola dove si avvertiva che il negozio chiudeva alle 16.30 per motivi familiari. Ho avuto i primi sospetti già il 29, quando ho visto i giornali a terra. Ho pensato io a farli distribuire. Il 30 ho chiamato per telefono i carabinieri di Sospiro per avvertire che questa coppia se ne era andata senza lasciare tracce. Devo comunque dire che si trattava di due persone solitarie. Il 1° dicembre ho saputo che Rossella aveva fissato appuntamenti. Faceva la parrucchiera a domicilio e non si era presentata. Sono anche andato personalmente a vedere a casa loro se per caso fossero tornati, ma non ho trovato nessuno. Quindi il 2 dicembre mattina mi sono recato alla caserma dei carabinieri S. Lucia per esporre questi fatti. Da lì ho cominciato a cercare i parenti di Rossella e finalmente il 4 sono riuscito a mettermi in contatto con la zia Francesca Schiroli".

Conferma con qualche perplessità le date del sindaco la zia, 66 anni, frastornata dalla situazione: "Sì sono andata dai carabinieri di Bozzolo quando il sindaco mi ha avvertito che non c’erano più loro tracce dal 28 novembre. Avevo sentito mia nipote il giorno prima per il suo compleanno. Mi era sembrata stranamente parca di parole, di solito parliamo più a lungo, tant’è vero che le ho chiesto se andasse tutto bene, venendo da lei rassicurata". Lei ha mai conosciuto il marito? "No, l’ho visto solo in foto perché quando si sono sposati ho chiesto a Rossella di mandarmi le fotografie". Un legame mai interrotto, ma soprattutto telefonico, quello tra le due donne. L’ultimo incontro "nel 2019, quando sono arrivati dall’America alcuni parenti. Nel 2017 lei era ricoverata in ospedale a Cremona e io andavo a trovarla tutti i giorni".

Rossella lascia "una mamma molto anziana e una sorella. Con la mamma da tempo non ci sono rapporti". Ma la zia è certa: "Penso che la colpa sia del marito, della droga. Ha fatto tutto lui". E lunedì per Alfredo Zenucchi è il giorno dell’interrogatorio davanti al gip, potrebbe essere un passo verso la verità.