Emergenza Coronavirus in Lombardia per la seconda ondata
Emergenza Coronavirus in Lombardia per la seconda ondata

Milano, 30 ottobre 2020 - Prende sempre più forza la seconda ondata di Coronavirus. Oggi, sui 31.084 casi accertati in Italia, quasi 9mila sono stati registrati in Lombardia (VIDEO). In 24 ore - stando ai dati di Regione Lombardia - ci sono infatti stati 8.960 contagi, di cui 356 ‘debolmente positivi’ e 59 a seguito di test sierologico (ieri erano 7.558) e 48 decessi (ieri +57) a fronte dei 199 di tutto il Paese. I tamponi effettuati sono stati 46.892 (ieri 42.684). Preoccupa, oltre al numero dei positivi, soprattutto il fronte ospedaliero: nelle ultime 24 ore c'è stato un aumento di 25 pazienti nelle terapie intensive (che hanno raggiunto quota 370 ricoveri) e +343 negli altri reparti (3.698in totale). I guariti/dimessi di oggi sono 1.567, in totale 94.134, di cui 4.026 dimessi e 90.108 guariti. 

Lombardia, indice di contagio Rt sopra 2

Con questi dati la Lombardia registra un indice di contagio che supera la soglia dell'Rt 2, toccando 2.09. Si entra così nello scenario 4, il più grave quadro della pandemia, per cui potrebbe essere adottato anche un lockdown generalizzato. "La situazione è grave nel territorio nazionale, con criticità importanti in alcune Regioni" e questo fa sì che "non sia facile consentire il tracciamento", spiega il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio BrusaferroIn Lombardia si cerca di correre ai ripari con l'apertura dei Centri diagnostici territoriali, dove il paziente viene visitato e "potrà quindi essere inviato a casa in tele-monitoraggio oppure, se necessario, - spiega l'assessore al Welfare Giulio Gallera - direttamente al ricovero in reparto saltando quindi il passaggio in pronto soccorso". Da domenica poi, a Milano un hotel inizierà ad ospitare persone positive al Covid che devono stare in isolamento: è l'Astoria, in zona Fiera, che si aggiunge alla struttura del quartiere Adriano, che accoglierà persone dalla prossima settimana. In questa corsa contro il virus, 183 infermieri della Statale di Milano si sono laureati in anticipo e in videoconferenza e sono pronti a lavorare già da lunedì 2 novembre. 

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Milano osservata speciale, Ats: "Stimiamo 20mila in una settimana"

Sfiora i 4.000 nuovi casi giornalieri di coronavirus la provincia di Milano, che oggi fa registrare 3.979 nuovi contagi, 1.607 dei quali a Milano città. Nella città metropolitana di Milano si concentra il 45% di tutti i casi lombardi. E Ats Milano lancia l'allarme: "La nostra stima sui contagi di questa settimana - ha detto il diettore generale Walter Bergamaschi - è che arriveremo a 20 mila casi" nel territorio di Ats Milano Città metropolitana (che comprende anche Lodi). E se il capoluogo lombardo è duramente colpito da questa seconda ondata, ben diversa la situazione nella Bergamasca, flagellata la scorsa primavera: il rapporto positivi/tamponi in provincia di Bergamo è attorno al 7-8%, ben lontano dai dati regionale e nazionale (ieri rispettivamente 17,1% e 13,3%). Ats Bergamo sottolinea anche che "gli indicatori sui ricoveri e le terapie intensive in rapporto agli stessi dati di livello regionale e nazionale confermano il contenimento dell'epidemia". 

Bollettino 30 ottobre: i dati delle province

Sono quattro le province che da sole raccolgono oltre due terzi dei nuovi casi lombardi: Milano, Monza e Brianza, Como e Varese. Prima per contagi giornalieri ancora una volta la Città Metropolitana con 3.979 positivi, di cui 1.607 a Milano città. Vicine alla soglia dei mille casi giornalieri Monza e Brianza con +988 (ieri +930), Como +890 (ieri +573) e Varese +804 (ieri +920). Seguono Brescia con +460 (ieri +382), Pavia con +403 (ieri +317), Bergamo con +349 (ieri +135) e Lecco con +220 (ieri +141). Incrementi sempre a tre cifre ma più contenuti a Cremona con +175 (ieri + 138), Mantova con +147 (ieri +105) e Lodi +133 (ieri +93). Unica provincia con un aumento a due cifre Sondrio con +98 (ieri +176).

Coronavirus in Lombardia, i dati del 30 ottobre

Covid-19 in Italia, contagi del 30 ottobre / Pdf

Oggi 31.084 nuovi casi e 199 morti. Record di tamponi: 215mila. Le terapie intensive salgono di 95 unità, a quota 1.746. I ricoveri ordinari sono 16.994, con una crescita di 1.030. Le regioni che registrano una crescita più evidente nella diffusione di Covid-19 sono Lombardia, la Campania con 3186, seguita da Veneto con 3012. In Toscana 2765 nuovi casi, 2719 in Piemonte e 2246 nel Lazio e 1763 in Emilia Romagna. In tutte le altre regioni i nuovi contagi non superano le mille unità. La regione con meno contagi, 95, è la Basilicata.

Sala e Fontana: "Lunedì incontro sindaci e Regione Lombardia"

In attesa degli ultimi dati sui contagi, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, fa sapere che "lunedì pomeriggio ci rivedremo noi sindaci dei capoluoghi di provincia con la Regione, esamineremo i dati, ascolteremo i rappresentanti del mondo medico e scientifico, vedremo se le misure, già faticose per cui la gente protesta, messe in atto nei giorni scorsi avranno dato qualche risultato e poi decideremo come fare". "Con sindaci e Anci faremo il punto della situazione sulla base di un 'pacchetto' di dati che, secondo quanto ci dicono i nostri esperti, puo' essere un indicatore 'credibile' per capire come evolve il quadro sanitario ed epidemiologico", aggiunge il governatore della Lombardia Attilio Fontana. E specifica: "L'incontro sarà lunedì perché è necessario attendere ancora qualche giorno per capire se le restrizioni previste dal Dpcm, sommate a quelle che riguardano specificatamente la nostra regione, si sono rivelate utili per il contenimento del virus". Nel frattempo, l'Iss ministero della Salute invita nuovamente  nuovamente le Regioni/PA a realizzare una rapida analisi del rischio, anche a livello sub-regionale, e di considerare un "tempestivo innalzamento delle misure di mitigazione nelle aree maggiormente affette in base al livello di rischio".

Mainetti: "Un anno al vaccino di massa"

Con la crescita dei contagi, si fa sempre più grande la speranza di trovare un vaccino contro il Sars-CoV-2. E' ormai una corsa contro il tempo. "Per arrivare a un nuovo farmaco ci sono essenzialmente due grandi fasi: la prima di scoperta e ricerca pre-clinica e la seconda di sviluppo clinico e approvazione. La prima fase richiede normalmente dai 3 e i 6 anni". A spiegarlo è Massimo Mainetti, direttore globale marketing e gestione prodotto alla Datwyler Pharma Packaging, specializzata nel confezionamento di farmaci iniettabili e che fa parte di un Gruppo svizzero che a Pregnana Milanese (Mi) e Montegaldella (Vi) ha due importanti siti di produzione. "Si stima che la domanda mondiale di vaccini per Covid-19 si aggirerà intorno ai due miliardi di dosi all’anno e di conseguenza tutta la filiera farmaceutica sta lavorando per farsi trovare pronta", aggiunge Mainetti.