Milano, 23 ottobre 2020 - Situazione sempre più complessa in Lombardia dove prosegue l'impennata di contagi e ricoveri. "Purtroppo la linea epidemiologica sta salendo: oggi 5mila positivi in più rispetto a ieri. Soprattutto 350 ricoveri in più tra terapia intensiva e non intensiva" ha sottolineato il governatore della Lombardia, Attilio Fontana (VIDEO). Come riferito nel bollettino di oggi, venerdì 23 ottobre, oggi nel territorio lombardo sono stati registrati 4.916 nuovi casi di coronavirus, di cui 305 'debolmente positivi' e 31 a seguito di test sierologico, e 7 morti. In totale, dall'inizio dell'epidemia, i decessi sono stati 17.159. I tamponi effettuati sono stati 36.963 (totale complessivo: 2.647.681), con una percentuale rispetto ai positivi pari al 13,2%. I guariti/dimessi sono 477 (totale: 88.536, di cui 2.627 dimessi e 85.909 guariti). I pazienti covid in terapia intensiva aumentano di 28 (totale 184), mentre i ricoverati crescono di 318 (totale 2.013). Ieri, a fronte di 35.715 tamponi, si erano registrati 4.125 positivi e 29 morti. Covid-19 non arresta la sua marcia in Città Metropolitana: "Il virus ha ripreso a circolare in maniera violenta. A Milano città oltre mille contagiati" ha detto il presidente delle Regione. Intanto al Portello ha riaperto i battenti l'ospedale in Fiera, che ha iniziato a ospitare i primi pazienti. 

Emergenza Covid-19: i dati del 23 ottobre 

I dati di venerdì 23 ottobre

I dati delle province

La provincia di Milano con 2.399 nuovi positivi è ancora la più vessata dalla seconda ondata di contagio da Covid-19. Nella sola città capoluogo della Lombardia i positivi registrati nell'ultima giornata sono 1.126. In provincia di Monza e Brianza sono 752 in nuovi contagi, 301 a Varese. Si scende a 237 nuovi casi nel Bresciano, 231 a Pavia e 206 a Como. La provincia di Lecco è a 131, quella di Bergamo a 122. A 108 casi c'è Lodi, a 102 la provincia di Cremona. Infine chiudono Mantova con 87 nuovi positivi e Sondrio che ne conta oggi 44.

"Se curva non scende ipotesi lockdown"

Alle 23 di ieri in tutta la regione è scattato il primo coprifuoco: una misura nata per cercare di arginare il moltiplicarsi dei casi. Dalle 23 alle 5 di mattina attività e spostamenti vietati, salvo casi di comprovata necessità (VIDEO). Per quanto concerne la Dad per le superiori - altra misura perorata da Fontana per alleggerire trasporto pubblico e contenere Covid-19 - il presidente lombardo ha ribadito di "assumersi personalmente la responsabilità della scelta, sottolinenado che la "priorità è tutelare la salute dei cittadini" (VIDEO). Nonostante queste misure, il governatore Attilio Fontana ha spiegato che non è possibile escludere la necessità di adottare provvedimenti ancora più duri, qualora la curva dei contagi e soprattutto la pressione sugli ospedali non dovesse allentarsi: "L'obiettivo è evitare provvedimenti più gravi per la vita sociale e per l'economia della Lombardia, cerchiamo di mettere in pratica i provvedimenti consigliati dai tecnici e siamo in contatto quotidiano con il Governo. Il lockdown si potrebbe evitare (VIDEO), ma se l'impennata dovesse continuare può darsi che possa essere necessario un provvedimento diverso", ha spiegato.

A destare particolare apprensione è la Città Metropolitanata. Secondo Marco Trivelli, il direttore del Welfare in Regione, in questa situazione "non è da escludere nessuna misura" a Milano, neppure una zona rossa. "Il lockdown è stato formidabile, pur essendo stato terribile, nel bloccare l'infezione. Nell'estate abbiamo disperso gran parte di quel patrimonio costosissimo che il lockdown ci aveva permesso di accumulare" ha ribadito il professor Massimo Galli, responsabile del dipartimento di Malattie Infettive dell'Ospedale Sacco di Milano, in occasione della presentazione dello studio epidemiologico a San Pellegrino Terme. Ora "l'epidemia è chiaramente già uscita dal controllo - ha aggiunto - è per questo che sono necessari provvedimenti restrittivi, ne sono stati presi già di significativi. Il punto è vedere se possono funzionare e il tempo è molto limitato". 

In Italia oltre 19mila casi e 91 morti

Una situazione allarmante non solo in Lombardia ma anche nel resto del Paese, dove continuano a salire i contagi per Covid. Secondo il bollettino del ministero della Salute l'incremento nelle ultime 24 ore è di 19.143, individuati con 182.032 tamponi, il numero più alto dall'inizio dell'emergenza. Il totale dei contagiati - comprese vittime e guariti - sale a 484.869. In calo invece l'incremento delle vittime, 91 in un giorno (ieri erano 136) che portano il totale a oltre 37mila (37.059). E' ancora una volta la Lombardia la regione che fa segnare l'incremento più alto, 4.916 nuovi casi in 24 ore, seguita da Campania (2.280 a fronte di 15.801 tamponi), Piemonte (2.032 con 12.669 tamponi), Veneto (1.550 con 16.277 tamponi), Lazio (1.389 con 22.457 tamponi) e Toscana (1.290 con 11.378 tamponi). Queste sei regioni hanno complessivamente il 70% dei nuovi casi in Italia. Ancora in crescita il rapporto tra contagiati e tamponi effettuati: dal 9,4% di ieri è salito sopra il 10%. (Tutti i dati regione per regione / TABELLA).

Conte valuta misure, ma no a lockdown come a marzo

Con l'impennata dei contagi che si è registrata anche oggi l'eventualità di un'accelerazione vesto un'ulteriore stretta sulle misure da prendere non viene scartata. Al momento si sono mosse le regioni, Campania in testa con De Luca che ha già annunciato un nuovo lockdown mentre anche altri governatori hanno dato il via libera al coprifuoco, scattato anche ieri in Lombardia. Varare una misura del genere è un'opzione considerata già da ieri sera. Con la possibilità di una 'chiusura' alle 21 o a mezzanotte. "Dobbiamo contenere il contagio puntando a evitare l'arresto dell'attività produttiva come pure delle scuole e degli uffici pubblici", ha spiegato questa mattina il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ribadendo il no ad un lockdown come c'è stato nella prima ondata

Boom di accessi nei pronto soccorso

Con l'intensificarsi della cosiddetta seconda ondata di Covid a Milano la situazione si è fatta critica, soprattutto nei pronto soccorso e per le ambulanze. Tanto che i pazienti sono costretti spesso ad attendere il proprio turno al triage sui mezzi, per evitare assembramenti nelle astanterie. Areu, l'azienda regionale di emergenza e urgenza, ha infatti chiesto a Cri, Anpas e Misericordie di aumentare il numero di ambulanze a disposizione.  In effetti quasi la metà degli interventi di soccorso sono ormai per casi di sospetto Coronavirus, con problematiche respiratorie o per casi influenzali, che però sono assimilabili, nei sintomi, e vanno quindi trattati come casi di Covid. 

Gallera: ampliata disponibilità di posti letto

"La rapida evoluzione epidemiologica e il conseguente aumento del numero dei ricoveri hanno determinato la necessità di un ampliamento della disponibilità dei posti letto Covid intensivi, per acuti e sub acuti, e delle degenze di sorveglianza" ha spiegato l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera in merito alla circolare trasmessa oggi dalla Direzione Generale Welfare a tutte le strutture sanitarie della Lombardia, in attuazione del piano ospedaliero anti-Covid approvato dalla Giunta regionale il 16 ottobre. "Nessun lockdown sanitario ma una rimodulazione organica e funzionale delle attività sanitarie negli ospedali lombardi" ha spiegato.