milano, 23 ottobre 2020 - Bilancio positivo per la prima notte di coprifuoco a Milano. I locali hanno chiuso per tempo e i pochi, pochissimi, clienti in giro hanno fatto ritorno a casa, in un misto di malumore, sconforto e rassegnazione che va di passo con la preoccupazione per l'evoluzione della pandemia. E' tutta la settimana che bar e ristoranti sono mezzi vuoti e la maggioranza degli esercenti sottolinea che i clienti non se la sentono più di "fare serata", soprattutto ora che il freddo impedisce la consumazioni all'aperto. Teatri (Scala compresa) e musei avevano già rivisto i loro orari per dare la possibilità ai loro frequentatori e ai lavoratori di rientrare a casa per tempo, ma anche per loro i numeri sono bassi da tempo.

Le forze dell'ordine hanno pattugliato le zone della movida ma non si segnalano interventi di rilievo, anche se qualche sanzione nel corso della notte è stata comminata. Gli unici in giro dopo le 23 erano i tanti clochard che non ne vogliono sapere di
trovare riparo nei dormitori. 

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La sensazione generalizzata è che i milanesi abbiano già dato per scontato il varo di misure anticontagio più severe, forse persino il lockdown che il silenzio di questa notte, in cui a Milano non si poteva circolare, ha ricordato concretamente. Poi per fortuna questa mattina le attività in città sono riprese ma tutti si chiedono per quanto sarà ancora possibile, primi tra tutti gli studenti lombardi delle superiori che da lunedì prossimo, salvo novità delle ultime ore, dovranno seguire le lezioni sempre e solo dal computer.