FEDERICO MAGNI
Cronaca

Sulle strade del Poetry Slam. La sfida in versi e rime diventa un’avventura attraverso il Sud America

Quattro autori: un italiano, un argentino, un ceco e una giapponese affronteranno i poeti di diversi Paesi nel progetto che diventerà un documentario.

Sulle strade del Poetry Slam. La sfida in versi e rime diventa un’avventura attraverso il Sud America
Sulle strade del Poetry Slam. La sfida in versi e rime diventa un’avventura attraverso il Sud America

Sfidarsi in versi può anche diventare un’avventura che unisce il mondo. È la “Slam Road“, quella che percorreranno quattro campioni di Poetry Slam (sfida in rime che si svolge in accese battaglie davanti a un pubblico, solitamente protagonista dello show, e a una giuria). Dal 16 ottobre al 26 novembre viaggeranno in otto Paesi dell’America latina per battersi in un torneo con alcuni poeti (slammer) locali. "Vogliamo usare gli strumenti che abbiamo, la nostra arte, per connetterci, crescere, far accadere le cose. Abbiamo assistito nel corso degli anni alla potenza dello slam e sappiamo che questa forma d’arte può fare molto per la nostra società – spiegano in merito al loro progetto che potrebbe essere raccontato in un documentario on the road – Siamo quattro slammer, sembra una barzelletta, ma c’è una giapponese, un ceco, un argentino e io", spiega Simone Savogin, comasco, tre volte campione italiano di Poetry Slam, che ha girato anche l’Europa sfidando i colleghi nelle competizioni internazionali.

"Abbiamo preso accordi con gli organizzatori di otto Paesi per sfidare poeti locali in un torneo che non vedrà alcun vincitore, se non chi si godrà lo spettacolo. E per fare in modo che questo spettacolo venga visto da più persone possibili, vorremmo chiedere a un videomaker (o a una troupe) di seguirci per tutto il viaggio, filmando le performance, i laboratori e tutte le attività che porteremo in giro, e trarne un documentario". Per questo motivo hanno aperto una campagna di crowdfunding (https:igg.meattheslamroad). Servirà a sostenere le spese e soprattutto permettere di raccontare in un film un’esperienza che si rivela già unica.

"Un’opportunità per mostrare al mondo come funziona il Poetry Slam in Sud America e l’interazione fra i poeti che arrivano da esperienze così diverse fra loro. Siamo sicuri che questa esperienza cambierà noi, e speriamo possa cambiare anche la vita di altre persone". I compagni di viaggio di Savogin saranno Anatol Svahilec dalla Repubblica Ceca, volto noto nel campionato europeo; Ignacio Perini, argentino, il primo a rappresentare il suo Paese nel campionato mondiale; la giapponese Yuri Miki, prima ragazza a vincere il campionato nazionale.

Da dove nasce questa idea?

"Il campionato del mondo si svolgerà a Rio dal 12 al 16 ottobre e siamo nell’organizzazione. Ci siamo chiesti: “Perché andare solo lì quando possiamo girare e incontrare tante persone?”. Così ci siamo messi d’accordo con gli organizzatori locali per trovarci un alloggio e tre persone almeno che ci sfidino ogni volta. Ignacio sarà il presentatore, io e gli altri ci batteremo con i poeti del posto".

Come funziona la competizione in lingue diverse?

"Ognuno lo fa nella propria lingua e contemporaneamente viene proiettata la traduzione in lingua locale".

È già stato fatto qualcosa del genere nel mondo dello Slam Poetry?

"C’è chi fa i tour da solo. Ci sono poeti che vivono dei festival e girano in lungo e in largo. Ma in modo collettivo, credo che sia una prima volta. Noi andiamo insieme e la cosa ha preso subito piede. Abbiamo scritto per capire le disponibilità e in una settimana hanno risposto persone da otto nazioni del Sud America".