Strage di Erba, primo passo per le istanze di revisione della sentenza

Olindo Romano e Rosa Bazzi sono stati condannati all’ergastolo perché ritenuti colpevoli di aver ucciso Raffaella Castagna, il suo bambino Youssef, le vicine Paola Galli e Valeria Cherubini

Olindo Romano e Rosa Bazzi condannati all'ergastolo per la strage di Erba
Olindo Romano e Rosa Bazzi condannati all'ergastolo per la strage di Erba

Brescia, 30 novembre 2023 – Avviato l’iter per le istanze di revisione della sentenza che ha consegnato all’ergastolo Olindo Romano e Rosa Bazzi come responsabili della strage di Erba. Tre le istanze, firmate dal sostituto pg di Milano Cuno Tarfusser, dal tutore dei coniugi Romano e dai difensori dei Romano, Fabio Schembri, Nico D’Ascola, Luisa Bordeaux e Patrizia Morello.

La Corte d’appello di Brescia, a cui compete di valutarle, le ha unificate in un unico procedimento. Relatore il giudice Ilaria Sanesi, che fu giudice a latere nel processo in Assise, a Bergamo, da cui uscì la prima condanna a Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio. La relazione verrà presentata al collegio che giudicherà se l’istanza di revisione possa essere ammessa alla discussione.

La sera dell’11 dicembre del 2006, in un condominio di via Diaz, a Erba, vennero massacrati, a coltellate e colpi di spranga, Raffaella Castagna, il suo bambino Youssef, le vicine Paola Galli e Valeria Cherubini. Mario Frigerio, marito della Cherubini, ferito, fu l’unico sopravvissuto. Si intitola «Olindo e Rosa colpevoli imperfetti?» lo Speciale Tg1 di Alessandro Gaeta in onda su Raiuno domenica attorno alle 23.30.

È stata analizzata la consulenza di circa mille pagine, allegata all’istanza della difesa, coordinata da Giuseppe Sartori, direttore del master di neuropsicologia forense all’università di Padova, e sviluppata da quindici professori di vari atenei italiani, per analizzare le confessioni, poi ritrattate, che la difesa considera indotte. La testimonianza di Frigerio, che riconobbe Olindo come l’aggressore: per i legali dei Romano un riconoscimento influenzato, in un momento in cui la memoria del testimone era labile. Infine la macchia di sangue sul battitacco della Seat Arosa dei Romano: la consulenza della difesa sostiene una chiara difformità tra la descrizione della traccia ematica, come repertata dai carabinieri, rispetto alle caratteristiche accertate nelle analisi di laboratorio eseguite all’università di Pavia.