Sorico (Como), 18 aprile 2018 - Mestiere difficile quello dell’amministratore pubblico, specie a Sorico dove due degli ultimi tre sindaci si sono visti bruciare l’auto e il terzo si visto andare a fuoco l’officina. Sarà per questo che malgrado il prossimo 10 giugno in paese si torni al voto, sono in pochi quelli disposti a farsi avanti per un ruolo in consiglio comunale. «Stiamo lavorando alla lista, ma trovare le persone non è facile – spiega il sindaco Ivan Tamola al quale, nell’ottobre del 2016, qualcuno diede fuoco all’auto proprio sotto casa, con il rischio che il rogo si propagasse anche all’abitazione in cui dormivano i familiari –. In paese siamo in pochi (200 abitanti, ndr) e visto quel che è successo negli ultimi anni a chi era in Comune non c’è di sicuro la corsa a farsi avanti».

Prima di Tamola infatti a rimetterci l’auto era stato Ivano Polledrotti, nel 2009 quando guidava il paese prima di essere eletto come consigliere regionale per la Lega. Al suo successore, Alessio Copes, era andata addirittura peggio: nel febbraio del 2012 qualcuno era entrato di notte nell’autofficina di famiglia e aveva appiccato un incendio dopo aver cosparso il pavimento di benzina. Un rogo devastante nel quale erano andate distrutte anche due auto, tanto che il sindaco nel settembre successivo decise di dimettersi. Nel 2016 è toccato a Tamola, in un periodo in cui nell’Alto Lago nel giro di poche settimane vennero dati alle fiamme il capannone di Zeno Molina, figlio del sindaco di Corrido Luigi, e l’auto della vicesindaco di Dorio, Livia Mastrini. Anche in seguito episodi inquietanti non sono mancati: lo scorso anno ignoti hanno tagliato tutte e quattro le gomme dell’auto del vicesindaco di Sorico, Mira Rossi, per non contare la manomissione dell’acquedotto, il danneggiamento dello scuolabus e un incendio doloso ai danni di un campeggio situato a valle del cimitero. Azioni compiute senza alcun tipo di rivendicazione e soprattutto senza un colpevole, malgrado le indagini dei carabinieri.