Ieri in tutto il mondo era la Giornata mondiale dell’acqua, ma sul Lario c’era ben poco da festeggiare dal momento che il lago è in secca ed è sceso a quota -22,5 centimetri sotto lo zero idrometrico, ad appena quindici centimetri dal record raggiunto quarant’anni fa, nel 1982, quando il livello delle acque scese a -38,5 centimetri.

"Si tratta della conferma dei cambiamenti climatici in atto che hanno cambiato soprattutto la distribuzione temporale e geografica delle precipitazioni – sottolinea Coldiretti Como-Lecco –. L’assenza di piogge sta costringendo gli agricoltori a ricorrere a più frequenti irrigazioni. Il lago si trova sotto la media del periodo con un livello di riempimento del 12%".

La sofferenza idrica al nord mette a rischio le operazioni di semina delle principali coltivazioni come il mais e la soia necessarie per l’alimentazione degli animali in stalla ma anche le piantine di barbabietola sono già in campo. "In Italia mancano 5 miliardi di metri cubi di acqua rispetto a 50 anni fa – prosegue Coldiretti –. Nonostante i cambiamenti climatici l’Italia resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente dei quali purtroppo appena l’11% viene trattenuto". Per rimediare basterebbe costruire una rete di piccoli invasi e laghetti in grado di conservare l’acqua per distribuirla al momento del bisogno. Un piano di bacini e riserve idriche che Coldiretti chiede di inserire nel Recovery Plan.

Ro.Can.