Protesta sul tetto del carcere. Detenuto scende dopo undici ore

Dopo undici ore di trattative, un detenuto serbo ha deciso di scendere dal tetto del carcere Bassone di Como, mettendo fine alla sua protesta. L'uomo aveva chiesto di essere trasferito in un carcere a sua scelta, ma sarà invece trasferito secondo le decisioni dell'amministrazione penitenziaria.

Protesta sul tetto del carcere. Detenuto scende dopo undici ore
Protesta sul tetto del carcere. Detenuto scende dopo undici ore

COMO

Dopo undici ore di trattative, ha deciso di scendere, mettendo fine a una protesta iniziata martedì alle 15. Il detenuto, un trentenne di origine serba, si era arrampicato sul tetto di un edificio interno del carcere Bassone, riuscendo a salire aggrappandosi a un pluviale del cortile del passeggio e alle grate delle finestre, fino a raggiungere la sommità dell’edificio penitenziario. A quel punto, è iniziata una lunghissima trattativa, che ha coinvolto polizia penitenziaria, direttore del Bassone, garante dei detenuti, il Magistrato di Sorveglianza di Varese e il pubblico ministero di turno di Como, oltre ai vigli del fuoco con il carrello elevatore, e al 118 allertato in via precauzionale.

L’uomo, proveniente da un altro carcere dove aveva aggredito alcuni agenti di polizia penitenziaria, ha iniziato una serie di rimostranze non chiare, per poi chiedere di parlare con un magistrato, ma al suo arrivo, nemmeno lui è bastato per convincerlo a scendere. Il detenuto avrebbe poi iniziato a chiedere di essere trasferito in una carcere a sua scelta, e non in quello scelto dall’amministrazione penitenziaria: in particolare, chiedeva di essere mandato a Roma, dove diceva di essersi trovato bene e di voler tornare per scontare la sua rimanente pena. Provato dal freddo, si è convinto a scendere dopo le 2, dopo undici ore di resistenza. Al momento l’uomo è stato ricoverato in infermeria per accertamenti sanitari, ma nei prossimi giorni, come impone il regolamento, sarà trasferito in un altro carcere, su decisione dell’amministrazione penitenziaria e non in accoglimento delle sue richieste. Nel frattempo il magistrato di turno della Procura di Como, Michele Pecoraro, sta valutando eventuali profili penali della sua condotta. Paola Pioppi