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8 apr 2022

Muore la sua gatta Diventa una furia contro i veterinari

Inverigo, fiamme e sprangate: un ragazzo va a processo

paola pioppi
Cronaca
Un giovane è ora a processo per le minacce aggressioni e danneggiamenti ai danni di una veterinaria che gli aveva assistito la sua gatta. Il ventenne è finito pure in carcere
Un giovane è ora a processo per le minacce aggressioni e danneggiamenti ai danni di una veterinaria che gli aveva assistito la sua gatta. Il ventenne è finito pure in carcere
Un giovane è ora a processo per le minacce aggressioni e danneggiamenti ai danni di una veterinaria che gli aveva assistito la sua gatta. Il ventenne è finito pure in carcere

di Paola Pioppi

La sua gatta non era sopravvissuta all’intervento di sterilizzazione, che aveva affrontato in condizioni di salute già precarie. Ma nonostante le premesse di rischio spiegate dal veterinario, Andrea Cereser, 21 anni di Inverigo, non aveva saputo accettare di buon grado la morte dell’animale. Scatenando un vero e proprio raid nei confronti dei due veterinari che avevano eseguito l’intervento, referenti di una associazione che presta assistenza a gatti abbandonati o di proprietà di persone in difficoltà economica.

La rabbia si era scatenata soprattutto contro la veterinaria che aveva accolto Cereser, e spiegato i rischi di un intervento su un animale in condizioni non ottimali: una delle due gattine era guarita perfettamente, ma non l’altra. Le conseguenze erano state violentissime: auto data alle fiamme, ambulatorio preso a sprangate, scritte spray a terra, ma anche un’aggressione fisica. I fatti per i quali il giovane è finito a processo, dopo un periodo di custodia cautelare in carcere ora revocata, risalgono al 16 agosto scorso. Cereser si era presentato in studio a Cantù e aveva minacciato i due veterinari, scagliando un tablet in testa alla donna, ferendola e insultandola pesantemente: aveva gridato loro che erano assassini, che avevano ucciso il suo gatto e che gli avrebbe bruciato la casa, adiacente l’ambulatorio.

Ma era stato solo l’inizio: nell’arco di quella giornata, erano comparse scritte diffamatorie davanti al cancello, erano stati sfasciati a sprangate il citofono e la cassetta della posta, ricevute telefonate e messaggi di minaccia e insulto, lanciati sassi. Per culminare, la sera, nell’incendio dell’auto della veterinaria, data alle fiamme davanti a casa. L’udienza di ieri è stata rinviata a luglio, per riunire le accuse con una ulteriore imputazione sopraggiunta successivamente.

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