Villa Vigoni a Menaggio in una foto di repertorio (Cusa)
Villa Vigoni a Menaggio in una foto di repertorio (Cusa)

Menaggio (Como), 13 novembra 2019 - Una sentenza destinata a fare storia e a provocare un terremoto in Alto Lago quella del Tribunale di Sulmona che ha iscritto un’ipoteca sui terreni che fanno parte del parco Villa Vigoni, di proprietà della Repubblica Federale Tedesca, in risarcimento di un eccidio compiuto nel novembre del 1943 dai soldati tedeschi a Roccaraso. Allora nel corso di un rastrellamento di rappresaglia i paracadutisti del Terzo Reich uccisero 128 persone inermi che vivevano nella frazione di Pietransieri, più di settant’anni dopo a pagare saranno in qualche modo tutti i cittadini tedeschi visto che i beni appartengono allo Stato. Una decisione senza precedenti quella del giudice Giovanna Bilò, soprattutto perché ha disposto l’esecutività della sentenza rivalendosi su un bene posseduto dalla Germania in Italia, a portata quindi di sequestro senza ricorrere alle complicate procedure del diritto internazionale.

Ad essere espropriato sarà una parte considerevole del parco delle ville Mylius-Vigoni e Garovaglio-Ricci che si estende per una quarantina di ettari tra Loveno di Menaggio e Plesio. Secondo il Tribunale di Sulmona infatti l’indennizzo alla comunità di Sulmona che si è costituita parte civile è pari a 1 milione e 700mila euro.

C’è mancato poco che i sigilli non fossero messi anche sulle ville e sul centro congressi dove ogni anno si svolgono convegni coltissimi ai quali spesso partecipano anche personalità di primo piano dell’economia, la cultura e la politica tedesca e italiana, compresi i presidenti dei due Paesi che più volte hanno partecipato a incontri congiunti sul lago. Acquistata nel 1829 dal banchiere e industriale tedesco Enrico Mylius, che dopo aver aperto una banca a Milano e fatto fortuna con la seta si era innamorato del lago, la villa fin dalla sua inaugurazione è stato un cenacolo di cultura. L’ultimo discendente della famiglia, Ignazio Vigoni, nel 1983 propose alla Repubblica Federale Tedesca, in omaggio alle radici familiari, di farsi carico del suo mantenimento facendone un luogo di studio per le radici comuni tra Italia e Germania. Per questo sequestrare la villa, seppure in risarcimento all'eccidio nazista, avrebbe comportato un incidente diplomatico.