ANDREA GIANNI
Cronaca

Lesioni durante le cure, il gip dà ragione ai genitori: “Indagate sulle ferite”

Il caso di un ragazzo autistico seguito nel centro di riabilitazione di Tavernerio. L’ipotesi dell’immobilità imposta, nessuna archiviazione: lente sui trattamenti

Il Gip di Como ha respinto la richiesta di archiviazione e ordinato nuovi controlli al centro di riabilitazione di Tavernerio

Il Gip di Como ha respinto la richiesta di archiviazione e ordinato nuovi controlli al centro di riabilitazione di Tavernerio

Tavernerio (Como) – L’indagine non va archiviata, ma piuttosto "è necessario approfondire, sentendo il personale della struttura, come quella ferita sia stata procurata, se essa possa essere riconducibile a una causa accidentale o piuttosto a un trattamento clinico", come l’impiego di un "catetere esterno". Il gip di Como, con queste motivazioni, ha respinto la richiesta di archiviazione della Procura e ha ordinato nuovi accertamenti nell’ambito del procedimento scaturito dalla denuncia dei genitori di un ragazzo che nel 2020 era ospite del centro di riabilitazione privato convenzionato Villa Santa Maria di Tavernerio, una struttura specializzata nella cura dell’autismo.

Assistiti dall’avvocato Maria Rosaria Fascia, hanno sostenuto che al figlio sarebbe stato applicato un "catetere esterno mai autorizzato", costringendolo di fatto "all’immobilità" e provocando lesioni alle parti intime, riscontrate anche da una consulenza medica. La Procura aveva aperto un’inchiesta a carico di ignoti, con l’ipotesi di reato di lesioni colpose, sfociata in una richiesta di archiviazione alla quale si sono opposti i familiari. E il giudice ha dato loro ragione, sostenendo che sulla base degli accertamenti finora svolti quelle lesioni "non paiono affatto compatibili con quanto riferito dall’infermiere" ascoltato dagli inquirenti, che aveva parlato di ferite provocate dallo sfregamento del pannolino. Lesioni che, si legge nell’ordinanza del gip, "non possono allo stato ritenersi accidentali" ma piuttosto "paiono verosimilmente riconducibili all’applicazione non corretta di un oggetto (...) come un catetere". Il giudice , tra l’altro, evidenzia che nel corso delle indagini "nemmeno è stata individuata la prima educatrice che si era accorta della problematica".

L’avvocato Fascia esprime "soddisfazione" per la decisione del giudice, in attesa dei successivi sviluppi. Il gip aveva già respinto la richiesta di archiviazione di un’altra inchiesta scaturita sempre dalla denuncia dei genitori di un 14enne disabile (assistiti dall’avvocato Piero Porciani) finito in ospedale per una frattura al braccio che sarebbe stata provocata da uno degli adolescenti ospiti della struttura, ordinando anche in questo caso nuove indagini. I fascicoli, quindi, potrebbero essere riuniti, mentre altri due casi restano pendenti.