Un lavoro come riscatto, a Erba 12 ex minori soli imparano un mestiere

I ragazzi provengono dalle realtà comasche che si occupano di accoglienza. Il progetto punta all’inclusione e serve anche alle aziende

I giovani ammessi al progetto

I giovani ammessi al progetto

Da minorenni abbandonati a loro stessi, con il rischio di finire in mezzo alla strada, a maggiorenni con un futuro grazie all’apprendimento di una professione. Sono 12 i giovani provenienti da Tunisia, Egitto, Sud Sudan, Guinea e Benin, selezionati per partecipare al percorso formativo dell’Enfapi di Erba nato con l’obiettivo di offrire opportunità di integrazione socio–lavorativa ai giovani migranti.

Provengono dalle varie realtà comasche che si occupano di minori soli e neomaggiorenni, come la comunità di don Giusto DellaValle, i Padri Somaschi, la Cooperativa Intesa Sociale. Il corso “Basi di meccanica e saldatura” ha preso avvio lunedì e prevede quindici lezioni teoriche e pratiche, per un totale di 60 ore. "I ragazzi selezionati per il corso sono neo maggiorenni: ciò significa che per la legge italiana escono dalla tutela e devono badare a loro stessi. Con questo progetto possono costruire la propria strada", spiega Martino Villani, Direttore del Centro Servizi per il Volontariato dell’Insubria.

"Abbiamo dovuto fare una selezione, perché sono molti, ma sono fiducioso, perché l’idea è di ampliare il discorso, se questo modello dovesse funzionare, vorremmo renderlo strutturale. Il problema è legato alle risorse, non tanto per la formazione, quanto per il tutoraggio e il mediatore culturale. ll corso, finanziato dal Programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL) di Regione Lombardia e Confindustria Como è stato progettato da Confindustria Como in collaborazione con Enfapi Como e Centro Servizi per il Volontariato dell’Insubria, Cometa, Fondazione Caritas, Fondazione Somaschi Onlus, I Frutti delle Vigne Aps, Lachesi Aps, Osservatorio Giuridico per i diritti dei migranti Odv, Rebbio Solidale Odv.

"Risponde a due necessità - ha commentato il prefetto di Como Andrea Polichetti -. La prima appartiene alle imprese che cercano manodopera qualificata ma fanno fatica a trovarla. La seconda aspettativa non è scontata: questi ragazzi hanno deciso di collocarsi nel mercato del lavoro intraprendendo prima un percorso formativo. Gianluca Brenna, Presidente di Confindustria Como, ha sottolineato: "Questo percorso è un progetto di rete, un lavoro di squadra che punta all’inclusione sociale ma che parte dall’inclusione di tutti gli enti e di tutte le istituzioni che lo hanno voluto".