Il Tribunale cancella tutti i debiti. Così una famiglia riprende a vivere

I genitori, con tre figli, avevano perso lavoro e casa acquistata con un mutuo impossibile da pagare. L’avvocato Pagano: "È un’opportunità data agli incapienti. Bisogna avere tutte le carte in regola".

Il Tribunale cancella tutti i debiti. Così una famiglia riprende a vivere
Il Tribunale cancella tutti i debiti. Così una famiglia riprende a vivere

Una famiglia di Chiari ha vinto la battaglia contro i debiti che l’avevano stretta in una morsa da cui non riusciva più a liberarsi. Il Tribunale di Brescia ha infatti accordato l’esdebitazione totale per incapienti a un padre e una madre con tre figli - due ragazzi di 14 e 17 anni e un bimbo di 5 - originari del Marocco, finiti nel tunnel della perdita del lavoro e della casa e delle cartelle esattoriali che di anno in anno lievitano fino a rendere la possibilità di saldarle un miraggio.

I guai per il nucleo familiare iniziarono nel 2006 con la sottoscrizione di un mutuo ipotecario per l’acquisto della prima casa condiviso tra coniugi - accordato nonostante la donna non lavorasse - e il fratello del capofamiglia, che con lui svolgeva lavoretti saltuari nell’edilizia.

Nel 2007 l’attività franò e in un batter d’occhio l’uomo, con appunto quattro bocche da sfamare oltre la propria, si ritrovò in mezzo a una strada. Perse infatti anche l’apparatamento, finito all’asta dopo un’azione esecutiva da parte dell’istituto di credito. Ne conseguì il pignoramento di un quinto dello stipendio, l’unica entrata su cui facesse affidamento, a causa delle cartelle esattoriali accumulate. In tasca al malcapitato rimanevano poco più di 300 euro al mese, a fronte di un rosso di 158mila euro da saldare, schizzato alle stelle per gli interessi. Nel 2020 con il Covid la situazione peggiorò ulteriormente. Il debitore perse nuovamente il lavoro e l’unica possibilità di sopravvivenza.

In un frangente così drammatico la famiglia ha chiesto aiuto all’avvocato Monica Pagano (nella foto) del Foro di Brescia, specializzata in pratiche di esdebitazione, il cui intervento è stato determinante per ottenere la cancellazione totale delle pendenze. "Abbiamo dimostrato che il mio assistito era in completa buona fede, non aveva alcun reddito nascosto e aveva ritrovato un lavoro che gli forniva un’entrata esigua, con cui non avrebbe potuto in alcun modo saldare il pregresso - ha detto -. Con l’esdebitazione per incapienti non ha dovuto pagare nulla. È una possibilità data solo a chi ha le carte in regola".