"Finiti i soldi per i bimbi ucraini". Appello al presidente Mattarella

Rota d’Imagna, il sindaco ha scritto al capo dello Stato: "Il Governo non mantiene le promesse" "Dobbiamo ancora riscuotere un milione per il 2023. Il rischio default per il Comune è molto concreto".

"Finiti i soldi per i bimbi ucraini". Appello al presidente Mattarella

Il sindaco di Rota d’Imagna, Giovanni Paolo Locatelli, è molto preoccupato per i mancati rimborsi dal Governo centrale per l’assistenza ai bambini ucraini

Una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per riassumere tutti gli sforzi fatti per dare una casa e un posto sicuro ai 115 bambini e ragazzi ucraini dell’orfanotrofio di Berdjuans’k, arrivati la sera del 20 marzo 2022 e rimasti oggi in 43 (sono tutti ospiti della casa Stella Mattutina, sono inseriti in percorsi scolastici e beneficiano delle cure sanitarie), e per metterlo al corrente che il previsto sostegno finanziario da parte del Governo non è stato ancora completamente erogato: si parla di quasi 1 milione da riscuotere soltanto per il 2023.

È la nuova iniziativa intrapresa da Giovanni Paolo Locatelli, sindaco di Rota d’Imagna, il paese valdimagnino che da due anni a questa parte non lesina sforzi, soprattutto economici, per fornire aiuto agli orfani ucraini scappati dal loro Paese dilaniato dalla guerra con la Russia. Ora, però, i fondi dell’amministrazione comunale sono finiti e il rischio default è concreto.

"Il competente ministero dell’Interno - scrive il primo cittadino al capo dello Stato - è in ritardo con la chiusura dei conti e i rimborsi dei costi sostenuti per l’anno 2022. Di conseguenza, tuttora residuano debiti sorti per l’anno 2023 che il mio Comune non è in grado di liquidare a causa dell’esaurimento dei fondi e neppure è in grado di procedere con la relativa rendicontazione al ministero. Questa situazione ha portato il Comune di Rota ad adottare misure finanziarie straordinarie, come il prestito di oltre 350mila euro dal Bim (Bacino imbrifero montano, ndr), fortunatamente senza interessi.

In aggiunta, stiamo utilizzando l’anticipo della tesoreria per 450mila euro, sostenendo interessi di oltre 9mila euro solo sul 2023, purtroppo non rimborsabili. Infine, abbiamo utilizzato risorse dalla cassa del Comune di circa 400mila euro per coprire le necessità immediate e il nostro saldo di cassa ad oggi ammonta a meno di 100mila euro". "Ma senza rimborsi da Roma - scrive Locatelli - non si riesce a garantire il pagamento degli stipendi al personale addetto all’assistenza dei bambini né possiamo riconoscere i costi del gestore del centro di accoglienza allestito allo scopo".