La funicolare di Pigra rimarrà ancora chiusa per consentire gli interventi di revisione dell’impianto
La funicolare di Pigra rimarrà ancora chiusa per consentire gli interventi di revisione dell’impianto
di Roberto Canali Sarebbe dovuta ripartire in questi giorni la funicolare di Pigra, invece rimarrà chiusa per consentire di svolgere degli interventi di revisione dell’impianto che pur essendo in programma per il prossimo anno si è deciso di anticipare, un atto dovuto di fronte alla tragedia di Stresa. Più che i turisti sono i residenti a masticare amaro, la funicolare consente di...

di Roberto Canali

Sarebbe dovuta ripartire in questi giorni la funicolare di Pigra, invece rimarrà chiusa per consentire di svolgere degli interventi di revisione dell’impianto che pur essendo in programma per il prossimo anno si è deciso di anticipare, un atto dovuto di fronte alla tragedia di Stresa. Più che i turisti sono i residenti a masticare amaro, la funicolare consente di di superare in appena 5 minuti il dislivello di 600 metri che separa il centro abitato, a 800 metri di quota, da Argegno che invece si trova 600 metri più in basso a livello del lago. Per chi lavora nei bar e nei ristoranti significa dover mettere in conto un’ora di auto in più al giorno per poter andare e tornare, ma in nome della sicurezza è pronto a sacrificarsi per tutto il resto dell’estate. Per ora il Comune ha chiesto una mano a Regione Lombardia per ottenere i 73mila euro necessari a compiere i controlli. Nei mesi scorsi, quando l’impianto è rimasto chiuso, si è lavorato alla manutenzione straordinaria imposta dal Ministero, con la supervisione dell’Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale che gestisce la piccola funivia.

Da qui ai prossimi mesi insieme ai lavori sarà necessario trovare anche un nuovo gestore dell’impianto, in grado di prendere il posto della Scf Monte Rosa che è stata l’ultima società a gestire l’impianto a fune. I numeri ci sarebbero anche, nel 2019 grazie ai turisti che impazzivano per le foto spettacolari che si potevano scattare durante la salita e la discesa, superando pendenze anche del 95%, si arrivarono a staccare oltre 63mila biglietti. Lo scorso anno il numero di passeggeri precipitò a 13mila, ma considerando la pandemia e la mancanza di turisti il bilancio non fu neppure così negativo. In paese contano di riuscire a ripristinare il servizio entro la fine dell’autunno per avere tutto pronto entro il 2022 quando, Covid permettendo, sul lago si vivrà la prima stagione di pieno ritorno alla normalità.