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7 mar 2022

Ucraina, sul lago di Como i conti dei russi passati ai raggi X

La Guardia di Finanza di Como è all’opera per individuare possibili collegamenti tra i residenti della federazione e il governo di Putin

paola pioppi
Cronaca
L’oligarca russo Vladimir Sloviev si è visto “congelare“ le ville sul lago
L’oligarca russo Vladimir Soloviev si è visto 'congelare' le ville sul lago

Como -  Sono circa un migliaio i cittadini di origine russa e bielorussa residenti sul territorio di Como e provincia, che ora si trovano nel mirino della Guardia di finanza. Da qualche giorno, i militari stanno facendo accertamenti su ognuno di loro, per verificarne identità e proprietà, ma soprattutto per capire se qualcuno ha rapporti di qualunque natura o frequentazioni con oligarchi russi, o più in generale con persone vicine al governo di Putin. Il punto di riferimento, è la black list messa a punto dal Governo italiano e diffusa ai comandi su tutto il territorio, per procedere nelle verifiche. Il primo passo si è concretizzato già sabato con il sequestro degli immobili di lusso di cui dispone il magnate Vladimir Roudolfovitch Soloviev sul lago di Como, il cui valore si aggira attorno agli otto milioni di euro, ora bloccati da un provvedimento dell’autorità giudiziaria.

È uno dei quattro oligarchi immediatamente colpiti dal congelamento dei beni, a cui sono stati sequestrati beni di lusso di varia natura presenti in Italia, dalle ville fino agli yacht. Soloviev, in particolare, è un conduttore televisivo di 58 anni ritenuto molto vicino al Cremlino, da oltre dieci anni volto di punta della tv sovietica e dei canali di Stato, che tempo fa ha acquisto dimore storiche affacciate sul lago, a pochi passi dalla residenza di George Clooney.

Ora le indagini si sono allargate, alla ricerca di ulteriori soggetti presenti in Italia, magari anche con proprietà o rendite, riconducibili a questi e ad altri personaggi noti che ruotano attorno all’attuale Governo russo o bielorusso. Per ogni nominativo, la Guardia di finanza procederà dunque con accertamenti finanziari, cercando di risalire all’origine o alla destinazione dei loro beni, per arrivare a capire, o anche solo a sospettare, un eventuale ruolo a favore e sostegno della politica sovietica. Le indagini sono inoltre estese alla presenza di beni significativi o proprietà riconducibili a soggetti o società che hanno investito sul Lario.

 

 

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