L’opera di sanificazione all’interno di una residenza sanitaria assistenziale
L’opera di sanificazione all’interno di una residenza sanitaria assistenziale

Como - Varese, 27 giugno 2020 - Una richiesta di verifica delle condotte seguite da Ats Insubria per contenere l’infezione nelle Rsa durante l’emergenza sanitaria, per valutare l’eventuale sussistenza di omissioni e di eventuali profili di reato. È contenuta nell’esposto presentato ieri dalla Cgil alle Procure di Como, Varese e Busto Arsizio, facendo preciso riferimento agli andamenti epidemiologi e alla adozione di misure di prevenzione e all’attività di verifica dei contagi.

La decisione di rivolgersi alla Procura, giunge al termine di una serie di allarmi lanciati dalle organizzazioni sindacali a partire da metà marzo, quando erano emerse le prime criticità manifestate da Ats Insubria: la carenza di dispositivi di prevenzione per il personale delle strutture per anziani, così come la richiesta di svolgere quanto prima tamponi sia agli ospiti che al personale, tempestivamente segnalata anche alla Prefettura. Segnalazioni ripetute nelle settimane successive, quando la richiesta di aiuto che giungeva alla Cgil da parte dei lavoratori, era sempre più preoccupante.

Una prima fotografia della grave situazione che si stava verificando nelle Rsa del territorio risale al 28 marzo, quando le organizzazioni sindacali avevano inviato una nota al Prefetto. Si segnalava l’allarme crescente legato ai ripetuti decessi, all’assenza di tamponi anche a fronte di sintomi evidenti, la dotazione insufficiente o del tutto assente di mascherine e altro materiale sanitario di protezione. Ma a fronte di tutto ciò, non risulta che Ats abbia proceduto a verifiche sulla scorta di tali segnalazioni.

Ora, al termine dell’emergenza, si sono aggiunti i numeri dei contagi e dei decessi: solo per citare un esempio, a Villa San Benedetto di Albese con Cassano, 122 dei 150 ospiti erano risultati positivi a metà aprile. In generale, la media dei decessi degli ospiti delle case di riposo è triplicata nel 2020, rispetto ai due anni precedenti.

Alla luce di questi dati, la Cgil ritiene che le attività di sorveglianza di Ats siano state tardive, cominciate solo a inizio aprile nonostante le richieste di effettuare tamponi a ospiti e operatori delle strutture fossero partite da settimane, già ai primi segnali dell’emergenza. Così, a fronte di quella che viene ritenuta una tardiva adozione delle azioni di prevenzione, controllo e monitoraggio della pandemia, tale da aver contribuito alla propagazione dell’infezione e dei decessi che ne sono derivati nelle Rsa del territorio, le Cgil di Como e Varese, province di riferimento di Ats Insubria, hanno deciso di presentare l’esposto, delegando alle rispettive Procure gli accertamenti sulle condotte segnalate, e le valutazioni conseguenti.