Stava caricando sul furgone i thermos per le colazioni come faceva ogni giorno don Roberto Malgesini, il campanile di piazza San Rocco non aveva ancora battuto le 7 e i volontari erano in arrivo. "L’assassino è arrivato prima di noi, mi hanno detto che per terra accanto al corpo di don Roberto c’era ancora la borsa con i thermos con il the e il caffè caldo – racconta Marco Luciano, uno...

Stava caricando sul furgone i thermos per le colazioni come faceva ogni giorno don Roberto Malgesini, il campanile di piazza San Rocco non aveva ancora battuto le 7 e i volontari erano in arrivo. "L’assassino è arrivato prima di noi, mi hanno detto che per terra accanto al corpo di don Roberto c’era ancora la borsa con i thermos con il the e il caffè caldo – racconta Marco Luciano, uno dei giovani volontari della comunità pastorale Beato Scalabrini che ha sede proprio a San Bartolomeo – Sono qui da febbraio, da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus, siccome ho finito di studiare ed era impossibile trovare un lavoro, ho pensato di rendermi utile. Don Roberto era straordinario, buono e generoso, non era capace di dire di no a chi gli chiedeva aiuto. Era instancabile: la sera girava per bar e pasticcerie a raccogliere l’invenduto, poi si alzava all’alba per preparare le colazioni che portava ai volontari per la distribuzione a chi dorme per strada".

Di giorno, alla guida della sua Panda, faceva il giro della città per aiutare chi aveva bisogno. "In un momento come questo viene da dire che l’hanno lasciato solo – prosegue Marco – Dopo quel che è accaduto oggi, per la prima volta molti di noi hanno paura. Don Roberto era molto più di un coordinatore, il suo esempio era un’inspirazione per ognuno di noi e lo sprone a fare sempre di più. Lascia un vuoto incolmabile".

La diocesi di Como non interromperà l’impegno verso gli ultimi. "Don Roberto è morto facendo quello che faceva tutti i giorni, perché questo è il lavoro dei preti. La sua non era un’opera estemporanea, i vescovi gli avevano detto di farlo, aveva il sostegno dell’intera diocesi. L’ha ucciso uno squilibrato che aveva aiutato già tante volte – spiega don Andrea Messaggi – Il modo migliore che abbiamo per ricordarlo è proseguire il suo impegno, domani (oggi, ndr) proseguirà la distribuzione delle colazioni con l’aiuto della Caritas e dei volontari che se la sentiranno".

Roberto Canali