ROBERTO CANALI
Cronaca

Il ministro Matteo Piantedosi a Como e Cantù: riflettori puntati su droga e mafia

Il numero uno del Viminale ha presenziato a un accordo tra le Province di Como e Varese per il contrasto dello spaccio nei boschi della droga e alla cerimonia di consegna di un immobile confiscato alla criminalità organizzata

Il ministro Matteo Piantedosi stringe la mano al sindaco di Cantù Alice Galbiati

Il ministro Matteo Piantedosi stringe la mano al sindaco di Cantù Alice Galbiati

Como, 26 luglio 2023 - Una provincia “ricca”, ma anche “terra di frontiera” quella di Como, definita dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, oggi in visita sul Lario, “una delle cartoline d’Italia” e anche per questo meritevole di particolare attenzione da parte del Governo.

Il titolare del Viminale è venuto in provincia di Como per presiedere, in prefettura, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, l’occasione giusta per mettere sul tavolo i risultati ottenuti negli ultimi mesi nelle operazioni contro lo spaccio nei boschi, in particolare grazie all’impiego degli Squadroni eliportati dei Cacciatori, i corpi speciali dell’Arma. “Sono stati ottenuti risultati straordinari nel contrasto alle bande criminali che operavano nelle zone al confine tra Como e Varese” ha spiegato il ministro che ha presenziato alla sottoscrizione di un accordo di collaborazione tra Como e Varese proprio per prevenire il fenomeno dello spaccio nei boschi, sottoscritto dai prefetti Andrea Polichetti e Salvatore Pasquariello.

Il ministro Piantedosi, accompagnato dal sottosegretario Nicola Molteni, è poi intervenuto a 360° su tutti gli aspetti legati alla sicurezza del territorio, a partire dalla criminalità organizzata, definita “silente” ma non per questo meno pericolosa come hanno dimostrato anche recentemente le inchieste sull’infiltrazione da parte delle ‘ndrine nei territori a Nord di Milano.

Non è un caso che

la visita del ministro Piantedosi si sia conclusa a Cantù, in visita a un immobile confiscato alla criminalità organizzata e divenuto sede dell’Azienda Speciale Consortile Galliano. «Con i soldi e con il patrimonio della mafia ci sosteniamo le strutture dello Stato - ha detto il ministro all'inaugurazione dello stabile - questo non è territorio che ha tradizione. La mafia attecchisce non solo quando c'è povertà intellettuale ma anche quando c'è ricchezza intellettuale e materiale e questo ora è diventato territorio di attenzione per le attività criminali, combattere la mafia non è solo da codice civile o ripristino legalità, è anche un tema di civiltà»