Progettate da Leonardo da Vinci per il naviglio della Martesana
Progettate da Leonardo da Vinci per il naviglio della Martesana

Cantù (Como), 8 marzo 2015 -  Non saranno la Gioconda o il Cenacolo, ma per la Città del Mobile le chiuse lignee progettate da Leonardo da Vinci per il naviglio della Martesana hanno il valore di un vero e proprio capolavoro. Antenate di tutte le porte idrauliche del mondo le chiuse, dopo oltre sei secoli di storia, verranno restaurate nelle prossime settimane proprio in città, grazie al lavoro della scuola di Restauro del Cesrl in collaborazione con il Politecnico. Le porte prendono il nome dalla Conca dell’Incoronata, inaugurata nel lontano 1.496, penultimo dei bacini sul canale prima della sua congiunzione con la cerchia interna dei navigli.

In quel periodo il grande genio del Rinascimento era a Milano e a più riprese lavorò sul meccanismo delle porte delle chiuse per facilitare l’immissione e l’emissione dell’acqua delle conche, come risulta da disegni e appunti contenuti nel Codice Atlantico, custodito nella Biblioteca Ambrosiana. È opinione consolidata degli studiosi che siano state realizzate le «Porte Vinciane» per la prima volta sulla Conca dell’Incoronata e su quella di San Marco. Un sistema talmente efficace da essere tuttora in uso su tutti i canali del mondo. A partire dalle prossime settimane e per tutto il mese di aprile all’interno di Sant’Ambrogio, in piazza Marconi, saranno ospitate le chiuse lignee, restaurate dai professori e gli studenti del corso di restauro ligneo.

«La scelta di Cantù è avvenuta in ragione del fatto che la nostra città è notoriamente considerata il centro della lavorazione del legno ed è perciò la più titolata ad ospitare questo importantissimo restauro che, fra l’altro avverrà proprio nel mese del Salone del Mobile – spiega il sindaco, Claudio Bizzozero - Al termine del restauro le chiuse verranno ricollocate all’Incoronata per il giorno di apertura di Expo».

L’intero restauro avverrà a porte aperte, in modo da consentire a chiunque sia interessato, a partire dagli studenti, potrà seguirne i lavori. «A tale scopo abbiamo pensato di dividere in due parti la navata centrale di Sant’Ambrogio – conclude il sindaco - la parte sul lato di piazza Marconi sarà destinata al pubblico, che verrà accolto da una serie di pannelli d’illustrazione della storia delle chiuse, mentre la parte centrale verrà invece destinata al vero e proprio laboratorio di restauro gestito da un gruppo di insegnanti e studenti del Politecnico sotto l’egida della Soprintendenza. La nostra speranza è che la concomitanza di questi importanti eventi possa essere di buon auspicio per le nostre aziende, impegnate nella ricerca di nuovi mercati in un anno che sarà probabilmente decisivo per l’intera nostra economia».