I lavoratori manifestano di fronte all'arco, simbolo del paese

Campione d'Italia (Como), 7 agosto 2018 - A dieci giorni dalla chiusura, disposta dal giudice fallimentare di Como, a Campione d'Italia sono scesi in piazza per chiedere a gran voce la riapertura del loro casinò. Almeno cinquecento persone, in gran parte lavoratori della casa da gioco accanto agli anziani che sono rimasti senza contributo integrativo del Comune e i bambini che a settembre saranno senza asilo. In crisi infatti non c'è solo il casinò più grande d'Europa, nei guai è finita un'intera comunità che per anni ha vissuto nell'agio garantito dai proventi sul gioco d'azzardo e oggi si trova sommersa dai debiti. 

"Il casinò deve riaprire al più presto, anche in amministrazione controllata" hanno urlato a gran voce sfilando da piazza Milano e piazzale Maestri Campionesi fino al grande arco all'ingresso del paese e poi di nuovo verso il casinò per sciogliere il corteo e ricostituirsi in presidio permanente di fronte al municipio. Per far sentire ancora di più la loro voce hanno accompagnato ogni slogan con i fischietti e anche battendo i padelle e coperchi. Lungo le strade ad applaudirli i negozianti di Campione che hanno chiuso i loro negozi e abbassato le saracinesche in segno di solidarietà. 

Grande assente la politica. Non c'era il primo cittadino, Roberto Salmoiraghi, ma soprattutto mancano i parlamentari comaschi, oggi a Roma per l'ultima seduta di Camera e Senato prima della pausa estiva. I lavoratori di Campione insieme ai sindacati che li hanno accompagnati hanno rivolto loro l'ennesimo appello: "Non abbandonateci". Senza un intervento del Governo è difficile se non impossibile pensare di proseguire ancora a lungo e quello, per fortuna, non va in ferie neppure in agosto.