Appelli alla prudenza in quota: "Anche così sono diminuiti gli interventi e le vittime"

La Delegazione lariana registra meno morti sulle Prealpi lombarde e sull’Appenino pavese. Ancora troppi imprudenti e sprovveduti: 108 le persone che si sono perse o erano in difficoltà.

Meno morti sulle montagne delle Prealpi lombarde e dell’Appenino pavese, ma ancora troppi imprudenti e sprovveduti. I tecnici della XIX Delegazione lariana del Soccorso alpino e speleologico l’anno scorso si sono attivati 446 volte per aiutare 477 escursionisti e alpinisti. Per 27 purtroppo non c’è stato nulla da fare, se non recuperarne il corpo per renderlo ai familiari.

"Rispetto al 2022 gli interventi, che erano stati 487, sono diminuiti e sono diminuite le persone decedute, perché l’anno prima erano state 35", spiega Marco Anemoli, delegato della XIX Lariana, composta dal oltre 240 volontari specialisti del soccorso, anche sanitario, in montagna e ambiente impervio, grotte e acqua compresi, suddivisi tra le stazioni di Lecco, Valsassina e Valvarrone, Triangolo Lariano, Dongo, Lario Orientale e Ceresio, Varese e Pavia Oltrepò, addestrati ed equipaggiati per intervenire in ogni momento e in qualsiasi situazione.

Complessivamente hanno regalato 7.434 ore della loro vita e della vita di chi vive con loro per soccorrere quanti si sono trovati in difficoltà.

"Probabilmente la flessione degli interventi e delle vittime è dipesa dal meteo e dalle condizioni meno sfavorevoli – prosegue Marco – ma crediamo che siano serviti pure i nostri continui e ripetuti appelli alla prudenza e gli inviti a pianificare al meglio le uscite, con vestiario e equipaggiamento adatto, in base alle proprie possibilità e solo dopo aver visionato i bollettini meteo e nivologici, accortezze indispensabili per approcciarsi alla montagna in sicurezza".

Non tutti in realtà hanno ascoltato i consigli degli angeli custodi degli appassionati di montagna, che infatti hanno dovuto rischiare per salvare 51 persone che si sono perse, 32 incapaci di affrontare il percorso prescelto, 14 stanche, 6 che non hanno valutato adeguatamente i tempi di percorrenza e 5 sorprese dal maltempo.

"Sono tutte situazioni che si possono in gran parte prevenire con un approccio più attento", sottolinea il delegato della Lariana, senza puntare il dito contro nessuno, come nel suo stile, perché l’obiettivo dei volontari del Soccorso alpino non è mai giudicare, semmai prevenire e, in caso di necessità, salvare.