All’insegna dell’etica. L’Università Cattolica allarga gli orizzonti a impresa e finanza

Le novità annunciate all’inaugurazione dell’anno accademico. Il rettore: "Il passo può sembrare ardito, ma è la nostra vocazione".

"Porsi il problema etico significa prevedere e governare la ricaduta che avranno certi processi sulle persone: ci sono fenomeni non immediatamente percepibili, per cui serve a questo mettere insieme scienze linguistiche, psicologiche e filosofia con saperi più prettamente tecnologici". Sarà questo il filo conduttore del nuovo anno accademico della sede bresciana dell’Università Cattolica, secondo il rettore Franco Anelli, che ieri ha celebrato l’inaugurazione in via Trieste. "Una realtà consolidata, ma in costante evoluzione. Per questo, parto da una novità: l’attivazione, per l’anno accademico 2024/25, del corso di laurea triennale Business and Finance, interfacoltà tra Scienze bancarie finanziarie e assicurative ed Economia e Giurisprudenza: queste due Facoltà si aggiungeranno a quelle già presenti nella nostra sede. Il passo può sembrare ardito – ha spiegato – ma esprime una profonda continuità nella vocazione che ispira la presenza dell’Università Cattolica in questo territorio. C’è infatti un legame forte fra le originarie istanze che stimolarono la nascita della sede, imperniata sulle scienze pedagogiche, e l’attenzione che il nuovo corso di laurea riserverà alle discipline economiche, aziendalistiche e finanziarie: una continuità che risiede nella convinzione che solo una sintesi profonda tra cultura e economia possa innescare attività orientate al bene comune in qualunque campo dell’agire sociale".

Di etica, economia e prospettive bancarie in Italia ha parlato Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione bancaria italiana. "Occorre più etica – ha esordito il numero uno di Abi –. L’etica si dà troppo spesso per scontata. I codici etici sono stati introdotti e sono un passo avanti di codificazione, educazione, consapevolezza e vigilanza. Sono stati introdotti soprattutto nell’ambito bancario molti livelli di controllo, controlli di controlli. Sono passaggi utili, ma la matrice culturale e storica dell’approccio etico ha bisogno di maggiore approfondimento".

Parlando dello scenario attuale, Patuelli ha sottolineato: "Dopo anni di ricapitalizzazioni e ristrutturazioni realizzate dagli azionisti e dalle banche con sacrifici e senso di responsabilità, assieme alle rappresentanze sindacali e ai lavoratori, i rischi, anche internazionali, sono nuovamente cresciuti: vi sono nuovi sintomi di deterioramento del credito che necessitano di ulteriori prudenziali accantonamenti per il rafforzamento anche prospettico della solidità patrimoniale delle banche, premessa di economia solida".

Patuelli ha parlato anche dei conflitti in Ucraina e nel vicino Oriente e dell’impatto sull’economia. "Gli aspetti umanitari sono i più gravemente violati, ma, dopo di essi, non vanno sottovalutati i rischi per l’economia. Questi conflitti, oltre alle inammissibili violenze, portano anche a crescite di costi energetici e a ulteriori spinte inflazionistiche che possono portare a nuovi rischi di indebolimento della crescita economica".