Rovato, quella trattoria come una volta dove riscoprire i piatti della tradizione a prezzo giusto

Lo chef Pierluigi Toscani e la moglie Gabriella sono alla guida de La Loggia: menu a prezzi calmierati per tutte le tasche

Lo chef Pierluigi Toscani con la moglie Gabriella Pe

Lo chef Pierluigi Toscani con la moglie Gabriella Pe

Rovato, 7 gennaio 2024 – Hanno inventato un “nuovo” modo di fare ristorazione, basato sui piatti della tradizione bresciana, con ingredienti a chilometro zero ma a prezzi calmierati, che consentono di spendere non più di 25 euro per degustare cibi di una volta nella loro trattoria: la Loggia, che quest’anno compie 20 anni. E il copione si ripete nell’altro locale di famiglia, la pizzeria del Duomo. Entrambi i locali si trovano nelle frazioni di Rovato. I gastronomi protagonisti della vicenda sono lo chef Pierluigi Toscani e la moglie Gabriella, che della tradizione hanno fatto la loro cifra.

“Alcune delle pizze del mese più tipiche sono davvero solo nostre. A dicembre abbiamo proposto la pizza con le ‘greppole’, ovvero con i ciccioli di maiale, che ovviamente facciamo noi – dice Pierluigi Toscani – Va a ruba. A novembre abbiamo preparato la pizza coi ‘ciudei’, ovvero i chiodini della nostra zona. A maggio facciamo la pizza con gli asparagi freschi, oppure proponiamo pizze con formaggi di capra di un allevatore, la cui azienda è a meno di due chilometri dalla nostra. Ottobre, invece, è il mese dei porcini, che sono provenienti dai monti bresciani. Da non perdere è anche la pizza del capitano Gigi Ottaviani, fatta con formaggio di malga bresciana, carpaccio della macelleria Lancini di Rovato, porcini freschi tagliati a crudo e olio evo del lago d’Iseo”.

Con una spesa tra 15 e 20 euro è possibile assaggiare pizze fatte con ingredienti straordinari abbinate a un calice di Franciacorta, una birra artigianale o un rosso bresciano.

Ma la vera scoperta è la trattoria la Loggia, dove sono proposti menù al prezzo calmierato di 25 euro. “Abbiamo deciso di puntare tutto sui piatti tipici perché lo chef Toscani è specializzato e appassionato in queste preparazioni essendo figlio d'arte: il padre e la madre hanno avuto una trattoria tipica che si chiamava l'Alpino per 30 anni: dal 1970 al 2000 – spiega Gabriella Pe, moglie dello chef e motore dei due locali  – Questi piatti non sono semplici da cucinare e purtroppo quasi più nessuno li fa più per via delle lunghe ore di preparazione. Il prezzo moderato dà la possibilità a tutti di degustare e a noi, lavorando sui grandi numeri, di guadagnare lo stesso”.

La clientela, difatti, non manca. “I clienti sono super entusiasti. I giovani perché magari è la prima volta che provano come l'oca o l'anatra nostrane, ormai introvabili al ristorante, mentre i meno giovani si ricordano dei piatti delle mamme o delle nonne e si commuovono pure – dice la signora Gabriella – noi proponiamo, a seconda del periodo, i piatti di una volta, i bolliti e molto altro”.

Ecco allora la possibilità per tanti, soprattutto per chi arriva dalle città vicine come Brescia, Bergamo e Milano, di assaggiare piatti che a casa difficilmente si cucinano come la lingua salmistrata, la gallina bollita ripiena o il cappello del prete serviti rigorosamente con salsa verde, fagioli, purè e polenta e sempre con acqua, vino, caffè e dolci inclusi.

Ma non mancano le anatrine ripiene, l’oca con polenta e verza o la faraona ripiena per non parlare della festa del “porsel” dove trionfano il salame con la panna e il cotechino con fagioli, cotiche e polenta, solo per citare qualche piatto.

“Chi viene deve solo stare attento alla programmazione – rimarca la proprietaria – perché non sempre nel corso dell’anno c’è disponibilità di materia prima e così i menù a prezzo calmierato sono stagionali”.

In trattoria la domenica spesso si trova lo spiedo bresciano, mentre non manca mai il piatto più importante della tradizione rovatese: il manzo all’olio.