Omicidio della vedova Santina Delai: strofinaccio al collo e segni sul corpo, ma nessuna effrazione

Giallo a Puegnago del Garda. L’anziana aveva 78 anni, la porta finestra della casa era aperta. I vicini insospettiti hanno avvisato il figlio e il cadavere è stato poi scoperto dalla nuora

La scientifica nell'abitazione della vittima

La scientifica nell'abitazione della vittima

Giallo a Puegnago del Garda, dove una donna di 78 anni, Santina Delai, è stata trovata morta con uno strofinaccio stretto attorno al collo ieri in mattinata, dopo che i vicini di casa hanno sentito dei rumori sospetti provenire dall’abitazione della pensionata, che viveva sola da quando cinque anni fa era morto il marito. Oltre ad aver sentito dei rumori, i vicini si sono insospettiti per non aver visto Santina uscire in giardino nonostante la porta finestra al piano terra fosse aperta come tutti i giorni. La donna era solita alzarsi presto per cambiare l’aria e fare le pulizie, ma ieri non si è vista.

Non vi è stata alcuna effrazione, dunque, nella bella villetta a schiera di via Panoramica, dove ieri per tutto il giorno sono rimasti i carabinieri della scientifica, del comando provinciale e della Compagnia di Salò. Chi è entrato e uscito dall’abitazione potrebbe essere passato, appunto, dalla porta finestra aperta. Oppure è stato fatto entrare. Le prime persone che i vicini hanno chiamato quando hanno iniziato a essere preoccupati per l’assenza di Santina, sono stati il figlio della donna, Mauro Pedrotti, e la nuora Mina, che vivono poco distante. È stata proprio la donna a trovare la suocera, dopo che il marito le aveva chiesto di andare a controllare se tutto andava bene.

A quel punto è stato dato l’allarme con una telefonata al 112. Nel giro di una manciata di minuti sono arrivati i militari con i loro mezzi, il medico legale e il pm bresciano di turno, Ines Bellesi. Nessuna ipotesi è stata esclusa, compresa quella di una rapina trasformatasi in tragedia, anche se l’uccisione per strangolamento non appare tipicamente legata al modus operandi delle bande di rapinatori che negli ultimi anni sono entrate in azione nel Bresciano. Nella maggior parte delle incursioni violente hanno colpito le loro vittime con oggetti contundenti, anche improvvisati. Nella villetta i cassettoni, però, erano aperti, segno che qualcuno ha rovistato tra le cose della donna, che però normalmente non teneva in casa ingenti somme di contanti e che viveva con la pensione di reversibilità del marito scomparso.

Per cercare di fare luce sulla situazione ieri i carabinieri hanno sentito molte persone, compreso il figlio di Santina Delai, altri parenti e i vicini di casa. Ogni dettaglio potrebbe essere utile a risalire al colpevole o ai colpevoli dell’omicidio portato a termine con uno degli strofinacci che Santina Delai aveva in cucina. Forse la donna ha cercato di opporsi al suo aggressore – ma avrebbero potuto essere più d’uno – e questi ha utilizzato la prima cosa trovata per renderla inerme e poi ucciderla. In casa non sarebbero state trovate tracce ematiche, ma secondo quanto appreso ci sarebbero segni sul corpo della signora. I carabinieri indagano dunque a 360 gradi nella speranza di risalire prima possibile a chi abbia ucciso la sfortunata anziana. È stata aperta una indagine per omicidio.