FEDERICA PACELLA
Cronaca

Adamello verso l’estinzione: l’agonia del ghiacciaio più grande d’Italia nelle foto e nei video in timelapse

Gli studi del Servizio glaciologico lombardo e della SAT mostrano l’emersione dello strato roccioso dove fino a poco tempo fa c’erano i crepacci

Gli studi confermano che il ghiacciaio più grande d’Italia, quello dell’Adamello scomparirà entro la fine del secolo, per effetto del riscaldamento globale, ma è impressionante assistere alla lenta agonia del gigante bianco. A raccontarla sono le immagini e i suoni messi insieme nei video in timelapse realizzato dal Sgl – Servizio Glaciologico Lombardo e Commissione Glaciologica SAT SAT Società Alpinisti Tridentini con il supporto di Enlaps.

Come spiegano Amerigo Lendvai (SGL), Cristian Ferrari (Commissione Glaciologica della SAT) e Riccardo Scotti (SGL), il timelapse è una delle tecniche più interessanti e didattiche per il monitoraggio del movimento dei corpi glaciali. Per la sua realizzazione si sfruttano delle fotocamere fisse che catturano immagini del ghiacciaio ad intervalli di tempo costanti. Nel timelapse pubblicato sui canali di Sgl si può osservare la rapidità del regresso del Mandrone, la fronte principale del Ghiacciaio dell’Adamello, a cavallo tra il Parco Adamello ed il Parco Naturale Adamello Brenta Geopark.

Si tratta del più grande delle Alpi Italiane e viene costantemente monitorato da più gruppi di ricerca. La sorte è comunque a quella della maggior parte dei ghiacciai alpini, che hanno sofferto le elevate temperature delle estati 2022 e 2023. Negli ultimi 4 anni sono stati addirittura 277 i metri lineari di arretramento e 24 i metri persi di spessore. Le immagini documentano, inoltre, l’apertura di enormi voragini e l’emersione del substrato roccioso sul primo cambio di pendenza, punto dove, fino a pochi anni fa si potevano osservare numerosi crepacci.

"I crepacci sono segni del movimento attivo del ghiacciaio verso valle – spiegano i tre esperti - mentre le voragini circolari indicano un rapido disfacimento della sua struttura dovuta all’alimentazione insufficiente di massa da monte". Oltre alle immagini, il video permette anche di ascoltare la sofferenza del ghiacciaio, attraverso i suoni che raccontano la fusione, l’erosione ed il crollo delle voragini. Il merito è del progetto artistico e scientifico ‘Un suono in estinzione’, realizzato dal camuno Sergio Maggioni/Neunau con l’Università degli studi di Brescia.