La Doom querela Jacobs, chiuse le indagini: lo sprinter rischia il processo a un mese dai Giochi

Nel mirino della società fondata dal rapper Fedez e gestita dalla madre le parole rilasciate dal campione olimpico dopo la rescissione del contratto con l’agenzia

Il rapper Fedez e l'atleta Marcell Jacobs

Il rapper Fedez e l'atleta Marcell Jacobs

Brescia - Il divorzio finisce in tribunale. Come nei matrimoni. La Procura di Brescia ha infatti depositato l'avviso di conclusione delle indagini in merito alla querela per diffamazione presentata da Annamaria Berrinzaghi, legale rappresentante della Doom, società fondata da Fedez, figlio della Berrinzaghi.

Lo sprinter campione olimpico in carica, e recente campione europeo a Roma, rischia dunque di andare a processo.

Fedez e Jacobs erano legati professionalmente dal 2018, quando l’atleta aveva deciso di affidarsi alla Doom, l’agenzia di comunicazione e gestione d’immagine di proprietà dell’artista, gestita dalla madre-manager Annamaria Berrinzaghi. Dopo il clamoroso exploit olimpico di Jacobs a Tokyo, nel 2021, i rapporti si sono tuttavia deteriorati e il centometrista ha lasciato la Doom, con la rescissione unilaterale del contratto cui l’agenzia ha risposto con una causa civile. 

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Tutta una questione economica, fin qui, con gli avvocati di ambo le parti al lavoro. L’anno scorso la vicenda si è però arricchita di un nuovo capitolo, più duro, quando Jacobs ha attaccato la Doom in un’intervista a La Stampa. In particolare, l’atleta aveva dichiarato che “Ho vinto a Tokyo e mi hanno scritto 24 ore dopo. Erano al mare e non gliene fregava niente". Una frase che ha fatto scattare la querela per diffamazione a mezzo stampa da parte di Fedez e  Berrinzaghi. 

Querela su cui ha indagato la Procura di Brescia, che, appunto, ora potrebbe chiedere il rinvio a giudizio di Jacobs, che tra poco più di un mese sarà impegnato a Parigi a difendere l’oro olimpico nella specialità regina dei Giochi.