BEATRICE RASPA
Cronaca

Ginnaste maltrattate, l’inchiesta si allarga con nuovi casi e testimonianze

Calcinato, alcune ragazzine si sono presentate in Procura per testimoniare. Nelle chat gare tra bambine a chi perdeva più peso

Stefania Fogliata, allenatrice del centro sportivo Nemesi interdetta dal giudice

Stefania Fogliata, allenatrice del centro sportivo Nemesi interdetta dal giudice

Calcinato (Brescia) - Il presunto caso delle baby atlete di ritmica maltrattate dall’allenatrice si allarga e coinvolge nuove ragazzine che si allenavano alla Nemesi di Calcinato. Sentite in Procura, nuove ginnaste hanno confermato la versione confluita nell’ordinanza di interdittiva emessa tre settimane fa nei confronti di Stefania Fogliata.

Stando alla prospettazione accusatoria, la 30enne istruttrice di Desenzano - sospesa dagli allenamenti insieme alla sua società anche dal Tribunale sportivo - non avrebbe lesinato a 8 ragazzine tra i 10 e i 14 anni insulti, schiaffi, spintoni, frustate con il nastro, pressioni inaudite per indurre insani dimagrimenti, allenamenti ritorsivi ed estenuanti, metodi denigratori.

Adesso all’elenco delle campionesse che l’accusa ritiene maltrattate, si aggiungono le voci di altre, tra cui alcune ragazzine rimaste ad allenarsi con Fogliata fino all’ultimo, nonostante la fuga di molte colleghe. Convocate dal pm Alessio Bernardi, le giovani che non avevano sporto denuncia prima ora avrebbero ammesso di essere state a loro volta se non vittime di violenze, quantomeno testimoni dell’utilizzo di quei metodi ai danni di altre.

E ancora, appresa la notizia dell’indagine, alcune persone che avevano conosciuto la tecnica al di fuori della palestra di Calcinato si sono presentate spontaneamente in Procura per testimoniare. I racconti sarebbero ritornelli. Le chat estrapolate dai telefoni delle ginnaste invece renderebbero conto di una gara tra bambine a chi perdeva più peso. Centrale, nelle deposizioni, il tema della soggezione psicologica all’istruttrice, e la difficoltà delle ragazze a comunicare il disagio ai genitori, in qualche caso ciechi e sordi di fronte alle richieste di aiuto delle figlie pur di non rovinarne la carriera.