Elisabetta Ballarin felice per la laurea
Elisabetta Ballarin felice per la laurea

Brescia, 13 maggio 2017 - Era dietro le sbarre da quando aveva poco più di 18 anni. E ieri Elisabetta Ballarin, ormai quasi 32enne, ha ricominciato la sua nuova vita da donna libera. Condannata a 22 anni per il coinvolgimento in un omicidio compiuto dalla setta delle «Bestie di Satana» - quello di Mariangela Pezzotta, uccisa il 24 gennaio 2004 a colpi di pistola e badilate dal suo ex fidanzato Andrea Volpe in uno chalet di Golasecca, Varese - in serata ha lasciato il carcere e ora inizierà un percorso di affidamento ai servizi sociali. Elisabetta si è lasciata alle spalle la cancellata scorrevole della casa di reclusione di Verziano, a Brescia, e con lei il suo passato, costellato dalla morte e dai lutti ripetuti.

Un'adolescenza da sbandata, tra satanismo e musica metal, plagiata dalle droghe e dal fidanzato, con il delitto di Mariangela a fare da epilogo. Poi la morte del padre Alberto Ballarin, noto giornalista sportivo, nel 2005 stroncato da un attacco di cuore mentre per lei si celebrava il processo in Corte d’assise. Quindi a gennaio 2014 la scomparsa improvvisa anche della madre, Cristina Lonardoni, la donna che l’aveva sostenuta fino all’ultimo, vittima del monossido fuoriuscito da una caldaia di casa malfunzionante. Eppure Elisabetta non si è fatta piegare dalla sua storia di maledizione e ha trasformato il dolore in ostinata volontà di ritagliarsi uno spazio positivo nel mondo.

Mentre era in carcere si è messa sui libri - ha anche conseguito una borsa di studio del Comune per creare percorsi didattici museali - e si è laureata. Poi ha iniziato a dedicarsi a stage e lavori socialmente utili. Gli ultimi anni di detenzione li ha scontati in regime di semilibertà proprio per studiare e lavorare. Nel 2012 ha conseguito la laurea triennale con 110 e lode in Didattica dell’Arte all’Accademia di Santa Giulia di Brescia. Nel 2015 ha completato l’iter formativo con la specialistica in Comunicazione e grafica. Nel 2013 ha trascorso la stagione estiva facendo la guida turistica a Montisola, sul lago d’Iseo. L’anno seguente la si è vista entrare e uscire dalla redazione di un quotidiano locale dove ha trascorso 150 ore di stage. Nel frattempo - era il 2013 – ha scritto personalmente all’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere la grazia, una domanda sottoscritta anche dall’allora sindaco Adriano Paroli e dal padre di Mariangela Pezzotta. «Elisabetta ha capito i suoi sbagli, si vuole rifare una vita e cancellare quel periodo in cui non si riconosce più» aveva detto il suo legale, Francesca Cramis, di Busto Arsizio.