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Brescia, minacce a Palazzo di Giustizia. Scritte contro il magistrato: “Ora valutiamo la scorta”

Apparse sui muri esterni del Tribunale: nel mirino il pm della "questione culturale". Aperta un’inchiesta affidata all’antiterrorismo. Oggi summit per stabilire eventuali contromisure

La scritta di minacce sui muri del Tribunale di Brescia

La scritta di minacce sui muri del Tribunale di Brescia

Brescia –  Si deciderà questa mattina in un vertice in Prefettura a Brescia se mettere sotto scorta il pm Antonio Bassolino, nel mirino degli anarchici che hanno firmato una scritta contro il magistrato, comparsa e poi cancellata sui muri esterni del Tribunale.

Il pm era finito nella bufera per la richiesta di assoluzione "per fattore culturale" nei confronti di un bengalese a processo per maltrattamenti nei confronti della moglie. La Procura ha aperto un’inchiesta, affidata al pm antimafia Francesco Carlo Milanesi. Dopo il vespaio di polemiche la Procura di Brescia ha “scaricato“ il pm che ha chiesto l’assoluzione.

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«Questa Procura ripudia qualunque forma di relativismo giuridico, non ammette scriminanti estranee alla nostra legge, ed è sempre stata fermissima nel perseguire la violenza, morale e materiale, di chiunque, a prescindere da qualsiasi riferimento culturale, nei confronti delle donne", ha scritto il procuratore Francesco Prete. La protagonista della vicenda è una 26enne del Bangladesh, mamma di due bambine, che nel 2019, dopo sei anni di presunte vessazioni, ha denunciato l’uomo che era stata costretta a sposare. Un cugino al quale fu venduta e che l’avrebbe chiusa in casa, obbligata al sesso e a vestire abiti tradizionali, trattandola da schiava.

ll procedimento si era già incagliato in una richiesta di archiviazione, ma è ripartito grazie a un’imputazione coatta. Ora è a dibattimento. E dopo una disamina dei capi d’accusa – maltrattamenti e violenza sessuale aggravata dall’uso di narcotici o droghe – il pm ha anticipato le proprie valutazioni, non ritenendo le imputazioni fondate.