Sparatoria a Trescore: 5 anni a Principe Horvat

Condannati a 42 mesi invece il padre, il fratello e il socio in affari. Affrontarono il clan rivale a colpi di pistola in pieno giorno in piazzale Pertini

I carabinieri sulla scena della sparatoria

I carabinieri sulla scena della sparatoria

Trescore (Bergamo), 29 ottobre 2020 - Dopo i Nicolini, che hanno già subito condanne in abbreviato per lo stesso capo d’imputazione, tentato omicidio, ieri è stata la volta degli Horvat, a giudizio in abbreviato davanti al gup Alessia Solombrino. È stata una udienza lunga, e la sentenza è arrivata solo nel tardo pomeriggio con la condanna a 5 anni di Principe Horvat, e 3 anni e mezzo per Desiderio, Fardi e il socio in affari Maurizio Pittalis. Il pm Antonio Pansa aveva chiesto 10 anni. L’episodio è sempre lo stesso, l’assalto tra auto, con tanto di Hummer e colpi di pistola trai due clan rom rivali. È l’8 agosto 2017, in piazzale Pertini, a Trescore Balneario, vicino all’ospedale. In quel folle pomeriggio di paura, con i proiettili ad altezza d’uomo, fu un vero miracolo se non ci scappò il morto e nessun passante rimase ferito. Secondo i difensori di Desiderio Horvat, 51 anni, dei figli Fardi e Principe, e di Maurizio Pittalis quel pomeriggio “non ci fu alcun tentato omicidio” da parte degli Horvat contro la famiglia Nicolini. Ma per i carabinieri e la Procura erano stati proprio loro a organizzare il raid in quel pomeriggio di fuoco.

"Nonostante la condanna diciamo che siamo parzialmente soddisfatti. Ora aspettiamo di leggere le motivazioni", ha commentato l’avvocato Giuseppe Mussumeci che assiste Desiderio e Fardi Horvat, mentre Principe è difeso dall’avvocato Andrea Alberti. Per quanto riguarda i Nicolini, dopo il pugno duro del tribunale in primo grado, in Appello avevano visto ridurre la pena: per Giorgio Nicolini è stata praticamente dimezzata, da 10 anni e 8 mesi a 5 anni e 5 mesi. Quattro anni invece per la moglie Angelica Pellerini (dai 6 in primo grado), 3 per il figlio Elvis e 2 con condizionale per Kevin. Ma comunque condanne. Con la sentenza di ieri cala, per ora, il sipario su un episodio che aveva destato scalpore. Intorno alle 14, 30 di un pomeriggio assolato e afoso di agosto, in piazzale Pertini, a Trescore Balneario andò in scena una sequenza dal film western. Auto e Hummer lanciati a tutta velocità irrompono sul piazzale, spuntano le pistole, si sentono spari. A fronteggiarsi, come verrà chiarito anche dalle riprese delle telecamere, due famiglie rom rivali da tempo: Nicolini e Horvat. Secondo i primi si era trattato di un tranello, una sorta di appuntamento-trappola che terminò a colpi di arma da fuoco.