Spaccio e aggressioni in stazione a Bergamo, commercianti esasperati: "Questa è zona franca. Siamo ostaggio di ragazzini violenti"

Clima di terrore tra negozianti e viaggiatori in attesa dei bus: "Le forze dell’ordine? Sono latitanti, arrivano solo quando accade qualcosa"

Controlli all'autostazione

Controlli all'autostazione

Gruppi di giovanissimi che, alterati da alcol e sostanze stupefacenti, spacciano e aggrediscono i loro coetanei e chi deve prendere il pullman. Commercianti, ormai arrivati al limite della sopportazione, che chiedono maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine. Studenti in preda alla paura di finire nel mirino di queste bande: alcuni di loro, per difendersi, tengono nello zaino lo spray al peperoncino. Benvenuti alla Stazione delle Autolinee, la stazione dei pullman di Bergamo, una delle zone più a rischio del capoluogo orobico, ritornata recentemente alla ribalta delle cronache cittadine per alcune aggressioni ai danni di giovani e non solo. Una situazione che si è fatta sempre più pesante.

«La situazione è diventata delicatissima – spiegano alcuni commercianti –. Anche noi abbiamo paura, non sai mai chi entra nel tuo negozio. Lì fuori è un inferno. I gruppi di questi giovanissimi che si sono impadroniti della zona arrivano verso le 16. E da quel momento non c’è più pace. Si siedono alle pensiline, bevono birra in continuazione, infastidiscono le persone, aggrediscono per strappare una collanina o per impadronirsi del cellulare. Di solito se la prendono con i loro coetanei, ma è successo che abbiano aggredito anche adulti. Senza contare che qui, oltre a queste baby gang, stazionano balordi di ogni genere, gente accampata che dorme per terra, ti chiede sempre soldi o sigarette. Se dici di no, ti minacciano. Le pattuglie delle forze dell’ordine? Le vediamo solo quando succede qualcosa". Non se la passano meglio gli autisti dei pullman. "Finora, grazie all’esperienza, sono sempre riuscito a calmare le situazioni di pericolo – spiega uno di loro –. Ma la situazione è difficilissima. Queste orde di ragazzini non rispettano nessuno, caricano i monopattini, le persone anziane vengono schiacciate e non osano protestare.

E la maggior parte non paga il biglietto. I controllori? Troppo pochi e mai alla sera. Noi rischiamo sempre". "Servono il controllo e la repressione - spiega il vicesindaco con delega alla Sicurezza, Sergio Gandi -, ma bisogna anche fare un passo in più, conoscere il fenomeno, per agire più in profondità. Le istituzioni da tempo stanno lavorando per aumentare la presenza della Polizia Locale e degli operatori sociali".