MICHELE ANDREUCCI
Cronaca

Ardesio si sveglia sotto il fango, tutti a spalare. Monta la rabbia: "Condotta vecchia"

Una cinquantina di persone al lavoro con la Protezione civile: "Boato enorme". Paese invaso dai detriti trasportati dalla colata. La Procura indaga. Enel Green Power: manutenzione recente

Ardesio sotto il fango

Ardesio sotto il fango

Alberi e guardrail divelti dalla furia dell’acqua e del fango, l’asfalto della strada sollevato in alcuni tratti, massi franati. Semplici cittadini, assessori e consiglieri comunali , volontari della Protezione Civile - una cinquantina le persone in campo - che si sono rimboccati le maniche e, muniti di stivali, badili e pettorina catarifrangente, sono impegnati a spalare fanghiglia, raccogliere detriti nelle abitazioni e lungo le vie del paese.

Il disastro

È questa la scena che accoglieva ieri il visitatore ad Ardesio, dopo che mercoledì mattina una valanga di acqua e fango si è riversata sull’abitato del paese, mentre gran parte degli abitanti ancora dormiva. Un disastro provocato dal cedimento di un canale che porta acqua alla vicina centrale dell’Enel: circa quindicimila metri cubi di acqua si sono riversati trascinando detriti e fango che hanno invaso strade e abitazioni. Fortunatamente nessuno è morto e non si registrano nemmeno feriti, ma i danni sono ingenti. Dieci abitanti sono stati evacuati e 71 sono isolati nelle frazioni di Staletti, Pizzoli e Cerete. I volontari della Protezione Civile portano loro la spesa e in caso di emergenza hanno a disposizione un elicottero per il trasporto.

L’inchiesta

Per far luce sulla vicenda, la Procura di Bergamo aprirà, come atto dovuto, un fascicolo a carico di ignoti con le ipotesi di reato degli articoli 426 e 427 del codice penale (inondazione e danneggiamento da cui deriva pericolo di inondazione). L’indagine partirà da quanto dichiarato da alcuni residenti, ovvero di aver segnalato al sindaco Yvan Caccia infiltrazioni e pozze d’acqua nei pressi del canale artificiale nel quale poi mercoledì mattina si è creato uno squarcio di quasi dieci metri, da cui è uscita la massa d’acqua. Il sindaco ha riferito di aver inoltrato tutte le segnalazioni a Enel Green Power, la società proprietaria del canale e della sottostante centrale idroelettrica. La società tuttavia ha riferito che non risultavano segnalazioni.

La rabbia dei residenti

Tra i residenti regnano però rabbia e sdegno per quello che è accaduto. Molti ribadiscono che già da tempo c’erano perdite d’acqua e pozze lungo le strade del paese. L’opera di adduzione, secondo gli standard operativi, è controllata periodicamente e anche l’ultima ispezione, fanno sapere dalla società Enel Green Power, effettuata il 27 marzo, non aveva rilevato alcun elemento che potesse far presagire quello che poi è accaduto. Ma il manufatto - lungo 4,3 chilometri - che ha ceduto, accusano molti residenti, è vecchio, sarebbe stato realizzato tra il 1920 e il 1922, e quindi ha risentito dell’usura del tempo. Le possibili cause restano ancora in corso di accertamento.

Le testimonianze

«Non mi sono accorto di niente - spiega Enos Zanoletti, 67 anni, che risiede nella frazione isolata di Staletti -. Certo, non mi aspettavo una tragedia del genere. Da un po’ di tempo, però, sulla strada si vedeva umidità, un rigagnolo di acqua. Il Comune, comunque, ha dato ampia disponibilità anche si si parla di una settimana, dieci giorni di isolamento. Speriamo non siano di più". "Ho sentito un botto molto forte intorno alle 6,45 di mercoledì, pensavo fosse scoppiato un forte temporale - rivela Danila Olivari, 49 anni, che risiede nella frazione di Monte Secco, anch’essa isolata da Ardesio -. Per fortuna non ho avuto danni alla casa. Sono stata chiamata da un’amica, che abita ad Ardesio, la quale mi ha avvertito di quello che era successo, cioè che stava venendo giù una valanga di acqua".

La grande paura

«Ho preso proprio un bello spavento - le fa eco Tranquillo Bergamini, 82 anni, residente ad Ardesio -. Ho sentito anch’io un forte boato, sono scappato fuori di casa e mio figlio, che abita con me, mi ha avvisato del pericolo. Ci siamo rifugiati da alcuni parenti, ma oggi (ieri, ndr ) siamo già tornati nella nostra abitazione". Sdrammatizza Angelo Capelli, 14 anni, studente ad Albino, dove frequenta Ragioneria. "Diciamo - afferma - che la valanga d’acqua mi ha impedito di andare a scuola, dove avevo un’interrogazione che mi preoccupava molto". La mamma, Marina Lazzaroni, titolare di una piccola impresa edile, è invece in ansia per "la mia attività. Vedremo nei prossimi giorni".