Sondrio, 8 novembre 2017 -  Il CdA di Credito Valtellinese ha approvato ieri i risultati di bilancio al 30 settembre e dato l’ok al piano industriale 2018-2020 con rafforzamento di capitale sino a un massimo di 700 milioni, un’ulteriore riduzione dei costi pari a 63 milioni da realizzare entro il 2019, la fusione per incorporazione di Credito Siciliano da effettuare entro giugno del prossimo anno, la chiusura di altre 88 filiali da portare a termine entro la fine del prossimo anno, l’ulteriore ridimensionamento degli organici, anche attraverso l’utilizzo del fondo di solidarietà con un target inferiore alle 3700 unità a fine piano e un utile atteso al 2020 stimato in 150 milioni.

«Il CdA ha segnato una data che resterà nella storia della banca - commenta a fine lavori Miro Fiordi, il presidente -. È stato approvato all’unanimità un piano che consentirà di voltare definitivamente pagina dopo 10 anni di crisi economica che ha prodotto moltissime sofferenze bancarie». «Il piano - aggiunge il presidente di Creval - si articola in tre grandi punti: un aumento di capitale di 700 milioni, una riduzione molto significativa dei prestiti deteriorati tale da portare la banca nella classifica tra le migliori banche italiane e, infine, un ritorno a una redditività sostenibile importante. Per raggiungere questo obiettivo si svilupperanno molti progetti e attività con lo scopo di mantenere una banca efficiente, capace di reggere la concorrenza e di offrire prodotti e servizi di qualità».

Dello stesso avviso il direttore generale Mauro Selvetti: «Il nuovo Piano presuppone un significativo rafforzamento patrimoniale del Gruppo che consenta la realizzazione di ulteriori, incisive azioni di riduzione dei crediti deteriorati e recupero di efficienza operativa per superare in modo definitivo i problemi del passato e precostituire le condizioni per un marcato miglioramento».