Lodi, 30 ottobre 2017 - Hanno sfilato in 300, una trentina i sindaci, con fasce tricolori, in testa al corteo. Organizzata dal comitato “Vivo la Bassa”, la marcia ha raccolto adesioni e partecipazione di comitati ambientalisti da tutta la provincia, mentre i sindaci presenti erano quasi tutti del Pavese. Partito da piazzale Ghinaglia, il corteo ha attraversato il Ponte Coperto per terminare in piazza Italia, dove i rappresentanti dei comitati e alcuni sindaci hanno preso la parola. Nel mirino degli slogan e degli striscioni, i politici di Regione e Provincia, accusati di avere «incenerito le nostre aspettative di vita».

Fulcro della protesta è il progetto di ampliamento dell’impianto A2a di Corteolona, anche se poi il fronte ambientalista si allarga alla battaglia contro gli impianti e lo spandimento di fanghi in agricoltura e chiede più controlli a tutela della salute, con riferimento in particolare ai recenti roghi in impianti lomellini. Contestando a Regione e Provincia di aver trasformato il Pavese nella «pattumiera della Lombardia», comitati e sindaci non vogliono altri impianti di incenerimento e rifiuti in un territorio che vorrebbero più valorizzato per le eccellenze agroalimentari (riso e vino in primis) con prospettive di sviluppo. «La provincia di Pavia - dice il Comitato “Vivo la Bassa” - produce circa 290mila tonnellate di rifiuti. La stessa smaltisce 130mila tonnellate a Corteolona e altre 380mila a Parona, per un totale di 510mila tonnellate. E’ chiaro che 220mila tonnellate già oggi provengono da zone differenti dalla nostra provincia».