Nerviano (Milano), 14 dicembre 2015 - Seduto sulla sua carrozzina. Con lo sguardo perso nel vuoto, sognando per lui un Natale diverso. L’intera giornata di venerdì 11 dicembre è stato lì, in piazza Italia, ora dopo ora, affrontando anche il freddo pungente del calar del sole. Vicino a lui un cartello implorante nel quale ha sintetizzato il suo calvario, quello di non riuscire più neppure a sopravvivere. Giovanni Ceriani, sessant’anni, ha voluto rendere così pubblica la sua disperazione. Ha condiviso il suo bisogno di aiuto con i suoi concittadini. E anche oggi tornerà nello stesso angolo a raccontare, con dolore ma anche con tanta dignità, le sue sofferenze.

Le sue difficoltà. Le sue sfortune. Vive ben al di sotto della soglia di povertà, con il solo assegno di invalidità pari a 186 euro al mese e un bonus del Comune di mille euro all’anno: «Abito in via Pasubio, in un monolocale assegnatomi dai Servizi sociali e ad affitto calmierato. Non mi posso permettere un impianto di riscaldamento. Ho i fornelli elettrici ed ora mi è arrivata una bolletta della luce di 71 euro, ma non ho i soldi per pagarla. Oramai non so più come fare a risparmiare. Limito qualsiasi spesa. Ma non basta mai. Ed eccomi qui, per la prima volta in piazza, a rivelare pubblicamente la mia vita d’inferno, con una mano tesa e alla ricerca di un barlume di speranza». Giovanni un tempo faceva il carpentiere.

La fortuna non è però mai stata una sua alleata. Tante le disavventure e, a causa di un infortunio sul lavoro, ora vive con chiodi e placche nelle gambe. In questi anni è comunque riuscito a darsi da fare. Ha svolto dei lavori per il Comune, attraverso soprattutto l’associazione “Insieme” di Nerviano che si occupa del trasporto di anziani e disabili. Lo conoscono in molti qui in paese. Tanti i nervianesi che ieri si sono avvicinati a lui per un saluto cortese. Per un pacca sulla spalla. E per qualche spicciolo. E lui non solo li ha ringraziati ma ha firmato loro anche una sorta di ricevuta.

«Tengo tutto conteggiato. La mia vita è un continuo contare, fino davvero all’ultimo centesimo. Basta un minimo errore di calcolo e mi si stravolge tutto il budget mensile, come quando qualche mese fa il bonifico (per colpa di un ente di Rho, ndr) fu spedito per sbaglio a un mio omonimo, un certo Giovanni Ceriani di Lainate. Spero solo che questa persona abbia soltanto il mio stesso nome e non anche la mia stessa disperazione».