GABRIELE MORONI
Politica

I 40 anni della Lega, Umberto Bossi: “Alla Lega serve un nuovo leader. Salvini non segue la nostra strada”

Il senatùr è intervenuto a Gemonio in occasione della festa organizzata per l’anniversario del movimento: la Lega deve funzionare da stimolo. Il ricordo più bello? Quando andammo sul Po

Gemonio, 13 aprile 2024 – “Alla Lega serve un nuovo leader che vada nella direzione dell’autonomia, che rimetta al centro la questione settentrionale”. Pensiero e parole di Umberto Bossi.

Sono le quattro e dieci del pomeriggio. I giornalisti sono gli ultimi ammessi nel villino di via Verbano. Il fondatore della Lega ha ricevuto la torta al cioccolato che gli ho portato Roberto Castelli, nome storico della Lega, uscito per fondare il Partito Popolare del Nord.

Umberto Bossi; a destra, la scritta di ringraziamento apparsa a Gemonio
Umberto Bossi; a destra, la scritta di ringraziamento apparsa a Gemonio

Sulla torta la scritta "Umberto ti vogliamo bene 40 anni di Lega Lombarda". Il vecchio condottiero parla davanti a un tavolino con la tovaglia griffata dai messaggi di saluto, affetto, augurio. Accanto a lui il figlio Renzo, il fedele Diego, Castelli e Giuseppe Leoni, uno dei sei padri fondatori della Lega Autonomista Lombarda, il 12 aprile di quarant'anni fa. Una selva di microfoni raccoglie la voce lontana ma ferma del patriarca.

È contento?

"Ho visto molte persone che non vedevo da tanti anni. I leghisti di allora mi vogliono tanto bene".

Cosa vi siete detti?

"Più che altro ci siamo salutati".

Salvini (domanda inevitabile)?

"Salvini prende la sua strada. Ognuno va per la sua strada. Ci vuole un po' di testa. Salvini non riprende la strada che abbiamo battuto noi. La Lega di allora era radicata profondamente nelle basi popolari. In Consiglio comunale a Varese si parlava in dialetto. Le radici erano profonde. Se le radici sono forti è difficile che si fermino".

Quarant'anni dopo. Rifarebbe tutto quello che ha fatto?

"Sicuramente abbiamo fatto un grande sforzo. Era un mondo diverso. Chiunque avesse avuto un minimo di capacità politica avrebbe capito che era il momento di un cambiamento. Il Pci era affondato, la Dc aveva vinto. Noi nascemmo allora".

E adesso, cosa è necessario?

"C'è bisogno di un'altra spallata per cambiare le cose. Per esempio, la sanità in Lombardia un problema che tocca tutti. La Lega deve essere uno stimolo".

La questione settentrionale può ancora andare avanti con Salvini?

"Non mi sembra che Salvini abbia messo al centro la questione settentrionale. Bisogna andare in quella direzione. Serve qualcuno che la porti avanti". 

Chi vede come suo successore? Giorgetti?

"Giorgetti è uno bravo. Giorgetti lo dite voi. Non dico Giorgetti altrimenti lo massacrano. È in Lussemburgo. Ho sentito Giorgetti. Non Salvini".

E la Meloni?

"Questo governo deve dare dei risultati".

Non andrà a Varese. Non vuole o non può?

"Non posso".

Cosa vorrebbe dire a tutti i leghisti che sono venuti oggi per lei?

"La Lega deve funzionare da stimolo per cambiamenti importanti. Senza cambiamenti importanti non si fa niente. C'è la necessità di un programma che la gente approva. Se la gente non approva, il programma è inutile. È una bolla di sapone".

Il ricordo più bello in questi quarant'anni.

"Quando siamo andati sul Po. Le ampolle le ha ancora Calderoli".