L'aeroporto di Malpensa
L'aeroporto di Malpensa

Malpensa, 19 dicembre 2015 - Un incontro importante, un momento di confronto indispensabile per illustrare alla cittadinanza di Lonate Pozzolo il futuro dell’aeroporto di Malpensa com’è disegnato nel nuovo Masterplan, il documento che delinea lo sviluppo dello scalo da qui al 2030, quando secondo le previsioni vi transiteranno 32 milioni di passeggeri.

Il presidente di Sea Pietro Modiano ha risposto all’invito del sindaco lonatese Danilo Rivolta e dunque a gennaio, al più tardi febbraio, ci sarà una serata dedicata allo strumento per lo sviluppo dello scalo, sviluppo che secondo le linee guida farà a meno della terza pista mentre dovrebbe ampliarsi con la logistica, interessando una superficie tra i 60 e i 90 ettari in territorio lonatese. Sarà il primo di un ciclo di incontri che verranno organizzati in tutto il territorio, ascoltando esigenze e osservazioni dei residenti nei comuni limitrofi allo scalo.

«Dobbiamo definire la data – dice il sindaco Rivolta - Abbiamo ricevuto la risposta della disponibilità del presidente della Sea Modiano a intervenire e questo è per noi un segnale importante, la conferma di una nuova fase avviata dalla società che guarda con attenzione al confronto con il territorio su una partita così importante com’è il futuro di Malpensa. Il confrontarsi sul Masterplan è fondamentale perché in gioco è anche il futuro dei nostri comuni». A Lonate Pozzolo si guarda con un po’ di preoccupazione all’ipotesi di sviluppo di cargo city e dunque all’utilizzo di altro suolo fuori dall’attuale sedime. L’incontro pubblico con Modiano aiuterà ad approfondire l’argomento, ne è convinto il sindaco Rivolta. Il confronto avverrà nel corso di una seduta speciale della Commissione territorio che sarà aperta al pubblico, consentendo dunque la partecipazione ai cittadini.

Sviluppo di Malpensa vuol anche dire dare un futuro alle aree delocalizzate. «Il prossimo anno si cominceranno le nuove demolizioni - ricorda Rivolta - Poi bisognerà pensare a progetti per valorizzare quelle aree. Il nuovo piano di sviluppo dell’aeroporto non può non tener conto di questa fascia di territorio che potrebbe essere riutilizzata per attività legate allo scalo. Ma è importante discuterne insieme, confrontarsi e il nuovo Masterplan è un’opportunità per farlo». E proprio quelle aree potrebbe essere utilizzate, salvando quella fascia oggi fuori dal sedime tra i 60 e 90 ettari che interessano a Sea in territorio di Lonate Pozzolo per cargo city e la logistica.

«Con il confronto si possono individuare nuovi percorsi – dice ancora Rivolta – Nulla nel Masterplan è ancora deciso in modo definitivo, dunque questa fase può indubbiamente essere preziosa per formulare proposte utili per lo scalo e per il territorio, che non deve più subire decisioni prese dall’alto. E la disponibilità di Sea e del presidente Modiano al confronto è sicuramente un segnale molto positivo». L’altro giorno in Regione è stato fatto un altro passo importante, con la firma della convenzione per il secondo lotto delle demolizioni degli edifici delocalizzati: sono 125 gli immobili da abbattere, dislocati nei tre comuni di Lonate Pozzolo, Ferno e Somma Lombardo. I lavori dovrebbero cominciare nella tarda estate per essere completati entro i primi mesi del 2017.