Terreni “tossici“. Intervento di bonifica per 18 aree industriali. Pronti 65 milioni

Gli stanziamenti previsti dalla Regione e dai fondi statali del Pnrr. Tra i siti da ripulire l’ex Siecam di Morimondo e la Siome di Malnate. .

Terreni “tossici“. Intervento di bonifica per 18 aree industriali. Pronti 65 milioni

Terreni “tossici“. Intervento di bonifica per 18 aree industriali. Pronti 65 milioni

Diciotto siti da bonificare e 65 milioni di euro messi “sul piatto“ sia dall’amministrazione regionale, che ne garantisce 14, sia dallo Stato attraverso i fondi del Pnrr per 51 milioni. Sei province interessate. Una delle regioni più densamente abitate e cementificate d’Italia e d’Europa dovrebbe in un prossimo futuro essere meno inquinata, quanto meno a livello di suoli e terreni, grazie a una serie di operazioni di bonifica che, come ha voluto ricordare l’assessore all’Ambiente Giorgio Maione, "i territori lombardi attendono in alcuni casi da decenni".

L’Alto e Ovest milanese e Varese faranno la parte del leone. C’è il caso dell’ex inceneritore di Abbiategrasso, un’area comunale dismessa dove saranno rimossi i metalli presenti e la messa in sicurezza avverrà attraverso l’impermeabilizzazione delle superfici. A Turbigo intervento pianificato sull’area agricola della Molinara, mentre nella non lontana Boffalora, lungo l’ex statale 11 per Novara, si procederà con la decontaminazione del battistrada dove si registra ancora la presenza di idrocarburi per uno sversamento causato da un incidente nel 2006.

Più complicata la situazione all’ex Siecam di Morimondo: qui infatti l’area industriale è ancora attiva ed è composta da due corpi-fabbrica principali uniti tra loro, di cui uno è il capannone produttivo. Attualmente vi opera la Eurosat (in affitto) che si occupa della satinatura di tubi in acciaio inox. Un primo procedimento di bonifica era stato avviato nel 2003 grazie a un’ordinanza del sindaco che obbligava l’allora Siecam a rimuovere i rifiuti accatastati e a svolgere delle indagini ambientali, a seguito delle quali i suoli sono risultati contaminati da idrocarburi. Gli ultimi rilievi svolti lo scorso autunno hanno individuato quattro aree a rischio, tre delle quali altamente contaminate da sostanze tossiche su cui si opererà tramite scavo e smaltimento.

La provincia di Varese, infine. Con l’ex Siome di Malnate. Un’area industriale ora dismessa, adibita in passato alla fabbricazione, lavorazione e fusione di prodotti in metallo. Nel suolo sono presenti metalli, idrocarburi pesanti e “Ipa“ ovvero idrocarburi aromatici policiclici dotati di attività cancerogena. La bonifica riguarda la rimozione dei serbatoi interrati e lo scavo e smaltimento dei terreni contaminati. I tempi dei lavori preannunciati dall’assessore Maione sono stretti: "Entro il primo trimestre 2026 il 70 per cento degli interventi dovrà essere completato, ce lo impongono le regole del Pnrr".