Studenti a Opera, lezione “speciale“. Una finestra sulla vita in carcere

Visita guidata per i ragazzi del Bernocchi: "L’occassione per vedere da vicino il mondo dietro le sbarre" .

Studenti a Opera, lezione “speciale“. Una finestra sulla vita in carcere

Elena Maria D’Ambrosio preside del Bernocchi Alcuni studenti dell’istituto sono entrati nel carcere di Opera per una visita didattica

Educare - e rieducare - è una sfida che non ammette mai resa. È questo il principale insegnamento che gli studenti dell’Isis Bernocchi hanno ricavato in occasione dell’ultima iniziativa organizzata dall’istituto legnanese. La scorsa settimana, infatti, le classi 5ªO, 5ªQ e 5ªZ dell’Isis Bernocchi si sono recate in uscita didattica al carcere di Opera, per una visita guidata organizzata dagli Avvocati delle Camere penali di Milano nell’ambito del progetto legalità condotto in Istituto con il loro supporto. "L’evento ha rappresentato per gli studenti l’opportunità di entrare in contatto con la realtà della vita e della comunità carceraria, uno spaccato di società caratterizzato da proprie regole - spiegano i referenti dell’istituto superiore legnanese -. In un primo momento di accoglienza e introduzione, si è ricordato come il carcere sia sì un luogo di detenzione dove vengono sanzionate violazioni di legge ma anche, per chi debba permanervi, una casa, un posto in cui abitare e condividere spazio, tempo, incontri interpersonali. La detenzione dovrebbe idealmente rappresentare un percorso di crescita per il condannato, secondo il principio della funzione rieducativa della pena. L’obiettivo è dunque quello di formare persone nuove, pronte a reinserirsi nella vita ordinaria con un valore aggiunto acquisito".

Agli studenti che hanno partecipato alla visita è stato illustrato il percorso che si svolge sotto la guida di un’équipe di esperti, criminologici e psicologi: un percorso rieducativo che avviene attraverso l’istruzione, permettendo la frequenza a corsi di studio di vario grado, fino alle facoltà universitarie, oppure attraverso il lavoro. I ragazzi hanno avuto accesso anche ai reparti lavorativi, dove si svolgono svariate mansioni: dall’assemblaggio di componentistica, alla digitalizzazione di documenti cartacei affidati dalle compagnie assicurative, fino alla liuteria, che ha colpito particolarmente i ragazzi. In questo reparto specifico, infatti, i detenuti sotto la guida di un maestro trasformano il legno delle barche, abbandonate e poi raccolte dopo il viaggio della speranza dei migranti, in violini.