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28 apr 2022

Varese, Rosy Bindi: "La mafia è radicata anche qui"

L’ex ministro ha incontrato gli studenti e i pensionati per parlare di cultura della legalità

lorenzo crespi
Cronaca
L’ex ministro Rosy Bindi all’incontro con gli alunni del Ferraris e gli iscritti allo Spi Cgil
L'ex ministro Bindi a Varese

Varese, 29 aprile 2022 - Una mafia diversa, che uccide meno ma che continua ad essere radicata in tutto il territorio nazionale, compresa la Lombardia, considerata la quarta regione di insediamento mafioso.A trent’anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, lo Spi Cgil di Varese ha organizzato un incontro dedicato alla lotta alle mafie e alla cultura della legalità. A parlare di passato, a tre decenni di distanza dalla stagione delle stragi, e di presente, del contrasto alla criminalità organizzata, è stata chiamata Rosy Bindi, ex ministro oltre che presidente della Commissione parlamentare antimafia dal 2013 al 2018.

Partendo proprio dal ricordo delle figure di Falcone e Borsellino e di quel 1992, "un anno tragico, ma anche del riscatto delle istituzioni", l’ex ministro ha spiegato come si sono evolute le mafie. "La caratteristica vera della mafia è la capacità di inabissarsi, di non manifestarsi, perché sa bene che quando si manifesta noi reagiamo. La ’ndrangheta in particolare è radicata in Lombardia: ha il monopolio della droga e per questo è la mafia più ricca e la più potente e sa riversare il denaro procurato con le attività illegali nelle attività legali e lo fa attraverso la capacità di creare grandi complicità".

Del radicamento territoriale della criminalità organizzata ha parlato anche Stefania Filetti, segretario generale della Cgil di Varese, ricordando come siano 110 in provincia gli immobili sequestrati alle organizzazioni mafiose. "Sul territorio le mafie sono presenti da molti anni: nessun comune può dirsi immune". Ad ascoltare Rosy Bindi gli studenti del liceo scientifico Ferraris e i pensionati della Cgil, in uno scambio intergenerazionale tra il bisogno di sapere e la memoria. L’ex ministro si è rivolto tanto ai giovani quanto all’intera cittadinanza sottolineando l’importanza della cultura della legalità: "Forse siamo disponibili a diventare complici delle mafie che agiscono con sistemi più subdoli apparentemente legali: va quindi rafforzato anche il senso di legalità e di cittadinanza di tutti noi".

 

 

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