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13 mar 2022

Salvi in dodici al Centro Gulliver

I profughi hanno viaggiato cinque giorni da Kiev a Varese col video della loro casa distrutta da una bomba

lorenzo crespi
Cronaca
Sono arrivate cinque mamme con quattro adolescenti,. una bimba piccola e una coppia di ragazzi
Sono arrivate cinque mamme con quattro adolescenti,. una bimba piccola e una coppia di ragazzi
Sono arrivate cinque mamme con quattro adolescenti,. una bimba piccola e una coppia di ragazzi

di Lorenzo Crespi

Nella notte tra venerdì e sabato dodici profughi provenienti dall’Ucraina sono stati accolti alla Cascina Tagliata, struttura situata nel verde della Rasa di Varese di proprietà del Centro Gulliver, che ha messo a disposizione lo spazio. Si tratta di cinque mamme con quattro ragazze adolescenti e una bimba di quasi due anni, oltre a un ragazzo e una ragazza che sono arrivati nel pomeriggio di venerdì. Tutti provengono dalla zona di Kiev. Ad accoglierli, i vertici del centro e una rappresentanza degli operatori, oltre al personale medico della struttura. I profughi sono arrivati a Varese molto provati fisicamente ed emotivamente dopo un lungo viaggio.

"Erano partiti da cinque giorni – raccontano gli operatori del Gulliver – Quando erano in Polonia i vicini hanno mandato loro il video della casa distrutta da una bomba. Una di loro ce l’ha mostrata, subito dopo aver capito che erano arrivate in un posto che possono chiamare “casa“. Adesso hanno solo bisogno di riposarsi, perché sono arrivati sfiniti e disorientati".

Maria Raffaella Valenti, direttrice del Gulliver, sottolinea l’importanza di aprire le porte a chi scappa dalle bombe. "Accogliere per noi è un valore molto importante: siamo un centro di solidarietà e da 36 anni apriamo le nostre porte per ridare dignità alle persone in stato di fragilità. È la nostra mission". Nei giorni scorsi, dopo che il Gulliver aveva annunciato la disponibilità della struttura della Rasa, c’è stato tanto fermento sul territorio: un lavoro corale, dal coordinamento con le istituzioni (Prefettura e Comune) all’aiuto da parte di realtà commerciali e del Terzo settore.

"Abbiamo preso contatti con la Casa del giocattolo solidale di Varese – racconta Laura, una delle operatrici – che ci ha indicato il nominativo di due ragazze ucraine di Varese, che si sono proposte per fare da interpreti ed erano con noi la sera dell’arrivo degli ospiti. Tramite alcune associazioni presenti sul territorio, tra cui la Caritas, abbiamo poi recuperato quello che ci mancava: lenzuola, asciugamani, biancheria. La scuola materna di Rovate ha fatto preparare a ogni alunno un disegno da regalare alle persone provenienti dall’Ucraina. E la pasticceria “Il laboratorio di Chiara“ di Varese ci ha donato dolci, torte e biscotti". Anche gli ospiti delle comunità si sono dati da fare: hanno pulito la cascina, preparato i letti e controllato che tutto fosse pronto.

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