Varese, la prof accoltellata da uno studente fuori da scuola: “Ragazzi, tornerò”

La docente Sara Campiglio sommersa dai biglietti e dai cioccolatini dei suoi allievi: "In classe da una vita, riprenderò presto il mio posto". E si informa di nuovo sul 17enne al Beccaria

La scuola professionale dove è avvenuta l'aggressione

La scuola professionale dove è avvenuta l'aggressione

Varese, 13 febbraio 2024 – Gli studenti dell’Enaip di Varese hanno fatto arrivare alla professoressa Sara Campiglio, ricoverata da una settimana all’ospedale di Circolo, messaggi di "auguri" e di "pronta guarigione", che lei ha letto commossa. Un mazzo di fiori, e una scatola di cioccolatini “manzoniani“, ispirati ai “Promessi sposi“, realizzati dai ragazzi dell’istituto di formazione professionale di Lecco. "Ho trascorso una vita al fianco dei ragazzi, e quando mi sarò ripresa tornerò a lavorare a scuola", ha spiegato la docente che lunedì 5 febbraio è stata aggredita da uno studente 17enne - ora detenuto nel carcere minorile Beccaria a accusato di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione - che l’ha colpita con tre coltellate alla schiena.

Sara Campiglio ha ricevuto la visita in ospedale del presidente delle Acli Lombardia Martino Troncatti, del direttore generale di Enaip Lombardia Giovanni Colombo e della direttrice dell’Enaip Varese, Emanuela Frigerio. Le sue condizioni migliorano ma è ancora dolorante, scossa e turbata per quello che è successo: è ancora presto per parlare di dimissioni, per trascorrere la convalescenza a casa e curare le ferite fisiche e psicologiche. Durante la visita, la 57enne ha chiesto a lungo informazioni sulla scuola, sui progetti anche al fianco dei ragazzi più fragili che stava seguendo prima dell’aggressione, sintomo di "una passione educativa che non si è spenta". Ha chiesto informazioni, inoltre, sulla sorte del ragazzo che una settimana fa l’ha accoltellata, e che durante l’interrogatorio ha voluto scusarsi per il suo gesto, affermando di aver agito in una condizione di "stress" legata al suo percorso scolastico. "Quello che è successo non ha senso – ha riferito la docente ai colleghi – non c’è alcuna motivazione possibile. Non me l’aspettavo, non mi sentivo assolutamente in pericolo". Incredulità per un’aggressione avvenuta in una "frazione di secondo", e la consapevolezza di essere scampata a conseguenze ben più gravi, perché uno dei fendenti ha raggiunto il polmone.

«La scuola è tornata alla normalità – spiega Colombo –. I ragazzi e i docenti stanno reagendo bene al trauma, anche grazie all’assistenza del nostro sportello psicologico, già aperto da tempo per affrontare le situazioni di disagio. Non c’è stato un effetto sulle iscrizioni, perché solo questa settimana a livello lombardo Enaip ha contato circa 180 nuovi iscritti. Quello che è successo è inspiegabile e impossibile da prevedere, avrebbe potuto verificarsi in ogni scuola". Il ragazzo, che ha alcune fragilità, incontrerà nei prossimi giorni i suoi difensori, gli avvocati Elisa Scarpino e Francesco Morano. Proseguono intanto gli accertamenti della Squadra mobile di Varese, coordinati dalla Procura per i minorenni di Milano, per ricostruire alcuni contorni del raid che il ragazzo avrebbe pianificato in solitudine, portando da casa il coltello a serramanico.