Orino, paese del dialetto. Il fascino delle tradizioni nei racconti raccolti tra gli anziani della valle

Il sindaco punta al riconoscimento della Regione sull’uso del vernacolo

"Abbiamo chiesto a Regione Lombardia che il nostro comune venga riconosciuto come “paese del dialetto“: verranno a vedere se è possibile". Le parole del sindaco Cesare Moia ben spiegano l’obiettivo a cui punta Orino, piccolo centro di 800 abitanti circa nel cuore del Parco del Campo dei Fiori. Un posto dove si vive bene: qui in passato tanti milanesi venivano a far villeggiatura o a soggiornare in seconde case. Alla bellezza naturale e alla tranquillità l’amministrazione vuole aggiungere un altro elemento di richiamo per portare nuovi visitatori e turisti: il fascino delle tradizioni di un tempo.

Già da qualche anno è visitabile nel centro storico il museo diffuso, con quattro cantine che conservano gli oggetti della vita rurale del passato. Ora si aggiunge un itinerario che collegherà quattro vie, riconoscibili da targhe in ceramica e dedicate ad altrettanti temi: indovinelli, sentenze, proverbi e disegni.

Sul sentiero per la Rocca d’Orino è stata recentemente posizionata una scultura in legno realizzata da Sergio Terni, che raffigura uno stregone, a cui in primavera se ne aggiungerà un’altra. Un percorso a cui si affianca anche un lavoro di conservazione della memoria, iniziato nel 2019 con la pubblicazione di un primo volume, “Urin di temp indré“, che raccoglieva storie e aneddoti del passato, raccolti durante incontri periodici in biblioteca tra gli anziani del paese e della valle. Nel 2021 è stato stampato il secondo libro, ora è pronto anche il terzo, promosso dall’amministrazione comunale che ha ricevuto anche contributi da altri enti, tra cui la Comunità montana Valli del Verbano: il suo presidente Simone Castoldi ha portato un saluto all’incontro di presentazione del volume.

"In molte altre regioni il dialetto viene ancora parlato tra la gente del posto, qui si è un po’ persa questa tradizione: abbiamo sostenuto quest’iniziativa con un contributo perché la riteniamo di vitale importanza".

Lo storico Giorgio Roncari, che ha coordinato la stesura del libro, ha introdotto la pubblicazione bilingue, con testi in italiano e dialetto. "Abbiamo parlato di usanze del paese, di come si viveva una volta e dei personaggi locali", ha spiegato.